I Giorni della Vitaa cura di Ferruccio Parazzoli

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25/03/2010

Tutta la tenerezza

Solo dopo Cristo, con il suo corpo, con la sua fisicità in mezzo a noi, ci è stato possibile amare anche Dio come Padre. Gli uomini hanno bisogno di un rapporto fisico per amare. «Soltanto allora l'ho veramente amato, quando l'ho visto - mi dice una madre appena uscita da un aborto indesiderato -. Anche se era solo un grumo molle, un po' trasparente- Allora ho sentito come mai prima il legame fisico tra me e quella piccola cosa che era un principio di vita- Solo così ho sentito tutto il vuoto che si sente di fronte alla morte, poiché in quel povero piccolo grumo c'era la morte di un mio figlio, piccolo informe bambino mio che se ne andava così, indesiderato, accettato, né mai prima così amato, ancora mai nella sua brevissima vita- Ho visto in un attimo tutta la fragilità degli altri miei figli, bambini miei amati, dei quali posso accarezzare la faccia, i capelli- e poi, ecco, la tenerezza per tutti noi, nel nostro agitarci quotidiano, credendoci stupendamente inattaccabili, con i nostri corpi vincitori e sconfitti, in lotta ogni giorno, nell'esultanza e nel dolore, viviamo, e la vita scorre sopra ogni oscura minaccia, trionfa sopra ogni miseria-». Il marito, in piedi, accanto a lei, le sfiorava appena una spalla. È vero, ho pensato guardandoli, nel matrimonio ci si salva insieme come insieme, talvolta, ci si perde.