martedì 16 settembre 2014
Svanisce anche la modesta crescita prevista dal Centro studi degli industriali (nella foto il presidente Squinzi) appena lo scorso giugno (+0,2%). Per il 2015 l'incremento atteso è dimezzato al +0,5%.
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Svanisce anche la modesta crescita stimata per il 2014 da Confindustria appena lo scorso giugno (+0,2%): le nuove stime vedono un Pil in calo dello 0,4%. Per il 2015 l'incremento atteso è dimezzato al +0,5%. "Si può e si deve reagire tempestivamente con misure di rilancio di competitività e investimenti: i risultati arriverebbero rapidamente"."Per finanziare una serie di impegni già previsti" la legge di Stabilità 2015 come "ipotesi minima" dovrà prevedere risorse per 18,6 miliardi il prossimo anno, 25,7 nel 2016, 30,3 nel 2017. Per il 2015 2,7 miliardi sono già individuati dai tagli del Dl Irpef, per altri 15,9 "è elevato il rischio di coperture più tradizionali"."Il 2014 ce lo siamo giocato", ora - avverte il capoeconomista di Confindustria Luca Paolazzi commentando le nuove stime del centro studi degli industriali, "l'attenzione è tutta sul 2015: siamo stati più ottimisti di altri prevedendo un +0,5% del Pil, ma è un tutto da conquistare". Il rapporto sugli scenari economici di via dell'Astronomia indica che per l'economia italiana "l'immagine complessiva è di assestamento. Il rischio - avverte - è di essere in presenza di una subsidenza".Il Centro studi di Confindustria stima un indebitamento netto della Pubblica amministrazione al 3% del Pil quest'anno e al 2,9% nel 2015, "in linea quindi con i vincoli europei". Il peggioramento del deficit rispetto alla previsione di giugno (2,9% quest'anno, 2,5% il prossimo) è spiegato dalla dinamica del Pil nominale "sensibilmente più bassa" rispetto alle precedenti stime "e ben al di sotto delle stime del governo diffuse nell'aprile scorso con il Def".
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