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Stop al roaming nella Ue «Senza limiti» dal 2017
Giovanni Maria Del Re
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Basta con il roaming, il supplemento pagato per usare il telefonino all’estero, dal 15 giugno prossimo. Dopo il pasticcio della settimana scorsa, la Commissione Europea ieri è corsa ai ripari e ha presentato una nuova proposta. Lo scorso 9 settembre il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker aveva imposto il ritiro di una precedente proposta, che avrebbe previsto un limite di 90 giorni l’anno, di cui 30 continui, per l’utilizzo del telefonino in roaming senza sovrapprezzo, dopo le durissime proteste del Parlamento Europeo e delle associazioni di consumatori. Già dal 2007 Bruxelles ha promesso dal 2017 la fine del roaming, ieri il vice presidente della Commissione Andrus Ansip, responsabile del mercato unico digitale, «i costi per il roaming sono già calati del 90%». La nuova proposta, chiamata dalla Commissione «Roam like at home» (qualcosa come «telefonare all’estero come a casa») prevede roa- ming zero per tutti , senza limitazione di tempo o di volume di dati o voce.


C’è, però, una forma di salvaguardia per le società di telefonia mobile, che potranno, in caso di «abusi», imporre dei piccoli sovrapprezzi. «Vogliamo evitare la situazione – ha spiegato Ansip – che un utente acquisti una sim in Lituania, dove i costi sono molto bassi, per poi usarla permanentemente, ad esempio, in Irlanda, dove i costi sono sei volte superiori, con grossi danni per la società emittente della sim», che dovrà compensare il grossista irlandese della differenza di prezzo. In caso di abusi, l’operatore dovrà avvisare l’utente e potrà imporgli una piccola sovrattassa (la Commissione propone 4 centesimi di euro al minuto in voce, 1 centesimo per ogni Sms e 8 centesimi e mezzo per ogni megabyte). Ci vorrà però l’autorizzazione della locale authority per le telecomunicazioni. Per tutti gli altri, invece, nessun problema, «chi fa il pendolare tra due paesi per lavoro – spiega Ansip – non avrà problemi», né lo avranno gli studenti Erasmus, o chi si reca regolarmente all’estero per lavoro.


Ancor meno chi va in vacanza. In realtà c’è un’altra clausola di salvaguardia per le società: nella proposta della Commissione, se un’azienda potrà dimostrare che il «Roam like at home» comporta perdite superiori al 5%, potrà temporaneamente, previa autorizzazione dell’authority, applicare a tutti i suoi clienti sovrapprezzi di roaming. Per ora, però, la proposta parte in salita. Non sono contenti paesi come Malta, Cipro e Grecia che hanno fatto investimenti puntando sugli afflussi turistici nei mesi estivi, e che contano di recuperarli con il roaming, e i paesi scandinavi che offrono pacchetti illimitati di dati Internet. «Entrambi - ha ammesso Ansip - costituiscono blocchi di minoranza» in seno al Consiglio Ue. Perplessi anche i consumatori, «non devono esserci penalizzazioni per tutti solo perché alcuni potrebbero commettere ipotetici abusi » ha avvertito ieri Monique Goyens, direttore generale dell’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc). L’organizzazione teme anche «sistematici controlli di tutti gli utenti telefonici».
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