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Imprenditori con il Papa: per «fare insieme»
Luca Mazza
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Le grandi ferite del nostro tempo sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono giovani e anziani che vivono in un precario equilibrio tra il diritto al lavoro (i primi) e il bisogno di opportune tutele (i secondi); c’è il dramma dei migranti in fuga da guerre, fame e povertà che dovrebbe trovare risposta in un’unica parola, ovvero accoglienza; c’è la difficoltà a trovare punti di riferimento affidabili in una società sempre più iperconnessa e globalizzata, che se da una parte offre tante opportunità dall’altra presenta alcuni rischi da non sottovalutare. Tali turbolenze fanno riflettere sulla necessità di costruire una società più giusta.


Un obiettivo al cui raggiungimento può (e deve) contribuire pure il mondo delle imprese, soprattutto quando le istituzioni democratiche mostrano una certa fatica a fornire risposte complete, adeguate, efficaci. Proprio per interrogarsi su come partecipare attivamente a una svolta necessaria, Confindustria organizza un seminario dal titolo 'Fare insieme: etica e impresa nella società connessa e globale'. Un evento che si terrà al centro congressi Augustinianum dopodomani – cioè alla vigilia della storica udienza di sabato 27 febbraio con le imprese di Confindustria (la prima in 106 anni di storia) che saranno ricevute da papa Francesco nella Sala Nervi in Vaticano – a cui parteciperanno ministri della Chiesa e intellettuali laici. Una platea di relatori prestigiosa.


Interverranno, tra gli altri, il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede, il cardi- nale Antonio Maria Veglio, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per le Comunicazioni della Santa Sede, l’ex premier ed economista Romano Prodi, il rettore dell’università Luiss Massimo Egidi, il presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e Marc Lazar, professore all’Istituto di studi politici di Parigi e alla Luiss.


A concludere i lavori sarà il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi. «Fare insieme – si legge in una nota diffusa dall’associazione nazionale degli industriali – sono le due parole chiave che bene interpretano il senso che le imprese e Confindustria danno del proprio ruolo sociale: condividere, costruire su basi solide e misurarsi con le opportunità di innovazione, sia come individui, sia come comunità ».
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