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Bad bank, arriva il via libera
GIOVANNI MARIA DEL RE
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Dopo un’ultima estenuante trattativa la Commissione europea ha dato il suo via libera al progetto italiano di bad bank. La visita del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager si è trasformata in una lunghissima seduta negoziale, protrattasi fino a tarda sera, stravolgendo anche alcuni incontri programmati dal ministro al Parlamento Europeo. Non stupisce: c’era da risolvere lo spinoso nodo dei crediti in sofferenza (in gergo chiamati non performing loans, Npl) del comparto bancario italiano, che sono pari a circa 200 miliardi di euro.


Al centro la questione della cosiddetta 'bad bank', la soluzione ideata per assorbire questi crediti per ripulire i bilanci delle banche italiane, in vista anche delle rigide prescrizioni in termini di sostenibilità previste dall’Unione bancaria e dalla nuova vigilanza europea. Per dare un’ultima spinta al negoziato in sostegno di Padoan sono arrivati anche tecnici del Tesoro da Roma, per i dettagli più ostici. «È stato trovato l’accordo con la Ue sul meccanismo di garanzia per i crediti deteriorati delle banche in difficoltà» ha annunciato poco prima delle 22 Padoan, dopo oltre cinque ore di negoziato.


Lo strumento trovato, ha spiegato il ministro «completa la scatola degli attrezzi italiani per gestire i crediti in sofferenza ». «I dettagli tecnici saranno mesi a punto nelle prossi- me ore – ha poi aggiunto, spiegando – che il meccanismo è un pò più complicato» di una garanzia statale ma è un sistema «di incentivazione molto utile, secondo me, per accelerare i tempi ». Lo strumento è una Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, spiegano fonti del ministero, e si abbrevierà con Gacs. Se l’incontro è durato tanto, ha scherzato il ministro con i giornalisti, «è perché si sta bene qui alla Commissione e abbiamo chiacchierato del più e del meno». 


Vestager ha confermato che la Commissione Ue «accoglie con favore l’intesa raggiunta con il ministro Padoan sui termini per mettere in piedi uno schema di garanzia per sostenere le banche italiane nell’affrontare i crediti deteriorati» e ha spiegato che «le garanzie sono prezzate a condizioni di mercato in modo che non costituiscano aiuto di Stato». Il tutto, «con altre riforme messe in campo dall’Italia dovrebbe migliorare l’abilità delle banche di concedere prestiti all’economia reale». Il negoziato era tutt’altro che facile. I punti cruciali sono sempre stati due: lo 'sconto' sul valore nominale per la cessione dei Npl, e il prezzo della garanzia che lo Stato è disponibile a fornire per favorire gli acquisti da parte del mercato. Il problema principale era la questione della garanzia che lo Stato è pronto a fornire, in seconda battuta, dopo quella già fornita dalle banche. 


Per la Commissione la garanzia doveva essere a «prezzi di mercato»; insomma non troppo scontata. Altrimenti Bruxelles sarebbe costretta a parlare esplicitamente di aiuti di Stato.
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