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CAMPANIA INFELIX
Terra dei fuochi,
qualcosa si muove
 
Pino Ciociola
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Una specie di novità per la “Terra dei fuochi”. Un Comune che sembra cominci a muoversi, per provare a disinnescare una potenziale bomba ambientale, l’ex-fabbrica dell’Eurocompost a Orta di Atella (Caserta).

Chiusa da quattro anni, abbandonata, depredata di tutto e diventata una discarica, l’hanno data alle fiamme una quindicina di giorni fa. Per i comitati cittadini, che erano sul piede di guerra da tempo, il rogo (tossico) è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Avvenire
ha subito denunciato quanto accaduto attraverso una pagina prima e un videoreportage poi. E il giorno seguente le escavatrici del Comune sono andate nel sito incendiato – che ancora sta fumando – a raccogliere alcuni campioni del terreno lungo quella che era stata la linea di produzione e tra le tonnellate di rifiuti, che giacciono da anni in un grande capannone di cemento, per farli analizzare, effettuando carotaggi anche nei terreni adiacenti (come ha confermato l’ingegner Salvatore Di Costanzo, a capo dell’Ufficio comunale per l’ambiente), che sono coltivati a pomodori e peperoni.

Lunedì verranno prelevati campioni di acqua dai pozzi della zona e specie questi sveleranno molto, perché c’è il ragionevole dubbio che siano compromessi. I risultati per i terreni arriveranno venerdì prossimo, quelli dell’acqua un po’ più avanti.

Ancora. Il Comune di Orta ha emesso negli ultimi giorni una serie di ordinanze. Una, ad esempio, per imporre al curatore fallimentare dell’Eurocompost la bonifica entro tre giorni del sito, ma poiché la risposta è stata che non esiste un euro disponibile, l’ente locale adesso procederà per dolo. Un’altra ordinanza per disporre l’acquisizione di un servizio di vigilanza privata notturna e fissa (i vigili urbani sono soltanto cinque) che controlli il sito. Il sindaco, Angelo Brancaccio, davanti agli esponenti dei cittadini ha preso un impegno che non lascia spazio a equivoci: «Non m’importa dei soldi, li troveremo, adesso è importante bonificare l’Eurocompost». Naturalmente staremo a vedere. Il primo passo sarà presumibilmente una messa in sicurezza coprendo con la terra, che può andar bene per tamponare, non certo per risolvere.

Intanto il tempo corre. Ed è appena accaduto qualcosa d’inquietante: qualcuno l’altro ieri è andato a preparare un innesco per dare nuovamente fuoco a questo posto. Probabilmente perché l’incendio ha peggiorato una situazione già pesantissima, ma i Vigili del fuoco sono intervenuti subito e hanno limitato i danni (ambientali), quindi il "lavoro" potrebbe non essere stato finito... Tanto più che sempre l’altro ieri improvvisamente – immotivatamente – è scomparsa dopo dieci anni la targa che ricorda come la nascita dell’Eurocompost sia stato «cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale».

La storia di questo sito racconta di un’azienda che avrebbe dovuto disidratare biomasse organiche, poi prese a trattare rifiuti, i cittadini protestarono, scesero in piazza e l’azienda venne chiusa. Appunto abbandonata, è diventata in questi anni una vera e propria discarica. Ma i timori sono legati a quel che potrebbe essere stato sversato o nascosto qui sotto: alcuni testimoni videro all’epoca trattare fanghi speciali. E sempre qui negli anni hanno via via gettato quintali di rifiuti speciali e pericolosi. Timori poi assai ingranditisi dopo l’incendio di quindici giorni fa, per il quale l’unica certezza è che sia stato doloso.

Lo scenario resta spettrale. Nonostante il diluvio di due sere fa, si alza ancora del fumo. La puzza è ancora più violenta e opprime i polmoni. Restano i segni delle ruote delle escavatrici, le scritte con lo spray rosso fatte dai Vigili urbani "Non entrare. Zona contaminata". Resta la paura che qui appicchino un altro incendio. Il nastro bianco e rosso è strappato. A terra vetri rotti e rifiuti. Quelle che furono quasi certamente vasche di decantazione sono piene di luridume liquido. Adesso tocca al Comune. Sì, staremo a vedere.
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