giovedì 29 marzo 2012
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Quest’anno ricorre il V centenario della prima ostensione ufficiale della Tunica di Treviri (come ha riferito «Avvenire» domenica scorsa). Secondo la tradizione, sarebbe la «Tunica inconsutile», quella che l’apostolo Giovanni, nel suo vangelo, descrive come «senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo». Ecco perché i soldati «dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: "Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte"» (Gv 19, 23-24).Nello stesso tempo, però, sempre secondo un’altra tradizione, ci sarebbe anche ad Argenteuil, nei pressi di Parigi, una seconda Tunica di Gesù. Questa Tunica sarebbe stata offerta nell’800 dall’Imperatore Carlo Magno a sua figlia Teodorada, allora abbadessa del Monastero dell’Humilité-de-Notre-Dame di Argenteuil, lo stesso monastero che successivamente accoglierà Eloisa, l’amante di Abelardo.Due Tuniche di Gesù dunque! Ma la quale sarà davvero la vera? Quando vengono confrontate tra di loro, possiamo notare tre differenze importanti. Innanzi tutto la Tunica di Treviri è più ampia: è lunga 1,47 m davanti e 1,57 m dietro e la sua larghezza sotto le braccia è di 1,09 m; quella di Argenteuil invece è lunga 1,22 m e ha una larghezza sotto le braccia di 0,90 m - anche se, secondo la descrizione del secolo XVIII, doveva esser un po’ più alta di 25 cm e la maniche intere avere una lunghezza di 80 cm. Poi, c’è una secondo differenza: è di lino o di cotone, mentre quella di Argenteuil è di lana. Infine, non presenta macchie di sangue al contrario di quella di Argenteuil.Di conseguenza, se queste due Tuniche sono vere, è probabile che Gesù abbia portato la Tunica di Treviri come un mantello sopra quella di Argenteuil e che venne tolta prima della sua Passione, cosa che spiegherebbe perché non ci sono tracce di sangue.La storia della Tunica di Argenteuil è un po’ tormentata. Dopo essere stata nascosta durante le invasioni normanne, è stata dopo ritrovata ed è riuscita ad attraversare i momenti bui della crisi protestante e della rivoluzione francese durante la quale è stata menomata. Però, è ancora qua, ben presente fra noi - anche se praticamente totalmente ignorata. Oggetto solo di culto per tanti secoli, diventerà anche oggetto di studi scientifici - ovviamente a seconda dell’evoluzione delle tecniche. Già alla fine del ’800, erano state eseguite le prime ricerche. Però, grazie a tecniche di laboratorio sempre più moderne e sofisticate che hanno permesso di approfondire le conoscenze, si sono scoperti tanti aspetti comuni con la Sindone non evidenziabili ad occhio nudo. In questo breve articolo, non si possono elencare tutti gli studi scientifici eseguiti e i risultati ottenuti. Però, si può citare per esempio lo studio della stoffa (è di origine orientale) e del suo colore (è colorata con un coloro rosso, chiamato anche la «porpora del povero»); delle macchie di sangue (che corrispondono a quella della Sindone) e dei globuli rossi (che presentano una forma anomala, sia sferica che appiattita, indice di una sofferenza cellulare intensa provocata da un’anemia e da una disidratazione, e che si sono svuotati dalla loro emoglobina); del gruppo sanguigno (gruppo Ab) e del Dna (maschile, la cui formula cromosomica corrisponde a quella di un uomo semita non arabo); della presenza di cristalli di urea (componente importante del sudore); della presenza di piattole (dovute alla sua ultima notte che ha trascorso in carcere); dei pollini (di cui alcuni provengono dal Medio Oriente e due dalla Palestina biblica) e di altre polveri (alcune delle quali rinvenute identiche sulla Sindone)… Ovviamente, è stato anche fatto lo studio con il radiocarbonio 14. Ma come la Sindone di Torino, ha avuto esattamente le stesse problematiche… Per esempio, nel 2003, uno studio col Carbonio 14 su un primo campione di questa Tunica di Argenteuil ha fissato una data tra il 530 e il 650 d.C. con una data media del 590 e con una percentuale di sicurezza del 95,4 %; poi, su un secondo campione, analizzato in un altro laboratorio, la data indicata era tra il 670 e l’880 d.C. con una data media del 775 e la stessa probabilità di sicurezza. Così possiamo constatare che la stessa metodica usata sullo stesso campione ma in laboratori diversi, ha fornito una differenza nella datazione di ben 200 anni! Questi esami al C14 sono dunque contraddetti da alcuni dati storici e da altri scientifici: se il tessuto è del 530 e 650 d.C. o del 670 e 880 d.C. allora non poteva esistere prima…Però, sarebbe molto interessante continuare ad approfondire le conoscenze fin qui acquisite, confrontando i risultati ottenuti dalle analisi effettuate sulla Tunica di Argenteuil con quelli che provengono dalla Sindone e dalle altre vesti di Gesù come quella di Treviri, il sudario di Oviedo, il «velo della Veronica»…Queste Tuniche che la storia ha frammentato in più parti, possono essere anche oggi il richiamo a riscoprire e ad approfondire, durante questa preparazione alla Pasqua, il simbolo, purtroppo ancora in divenire, dell’unità voluta da Cristo per tutti i cristiani. Sempre presente fra noi, è anche sempre portatrice di un’altra dimensione: la tensione verso l’unità alla quale devono tendere i cristiani come il Padre e il Figlio sono uno (Gv 17, 21).
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