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LONDRA
Dawkins ci ripensa:
«Non sono sicuro che Dio non esiste»
Lorenzo Fazzini
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Il contesto era decisamente ufficiale. E l’outing ha quasi del clamoroso. Perché se quello che la stampa internazionale ha spesso definito come "l’ateo più famoso del mondo" se ne esce con un’affermazione del tipo «Non posso essere sicuro che Dio non esiste», beh, la notizia è succosa. È successo domenica sera - riferisce "The Daily Telegraph" - all’università di Oxford dove Richard Dawkins, il celebre biologo di Cambridge, esponente di punta della corrente del New Atheism, ha sorpreso i suoi interlocutori (in primis il primate anglicano, Rowan Williams) affermando di non considerarsi un ateo bensì un agnostico. E rovesciando la sua prospettiva di stretto negatore di Dio. Arrivando ad affermare di pensare che «la probabilità dell’esistenza di un creatore soprannaturale è molto, molto bassa». E aggiungendo, l’autore de "L’illusione di Dio" (Mondadori), di essere sicuro «al 6,9 su 7», quindi non completamente, delle proprie affermazioni che negano l’esistenza di Dio. Al moderatore del confronto con Williams, il filosofo Anthony Kenny, poi, Dawkins ha ribadito una delle sue antiche posizioni a-religiose: «Quel che io non riesco a capire è il perché voi credenti non possiate vedere che il fatto che la vita sia iniziata dal nulla è una cosa stupenda. E perché vogliate legare questo fatto con un qualcosa di confuso come un Dio». La discussione si è poi spostata sui temi cari a Dawkins, ovvero la presunta inconciliabilità tra evoluzione e fede religiosa. Il primate Williams ha sottolineato che «gli scrittori della Bibbia, che erano ispirati, come io credo, non erano ispirati per essere dei fisici del XXI secolo». Al che Dawkins ha sfoderato la sua vena anti-cattolica, insinuando che il Papa avrebbe una posizione molto più "letterale" sulle origini dell’uomo. Williams ha risposto con un sorriso, lasciando intendere l’inconsistenza di tale posizione (fu Giovanni Paolo II a definire «molto più che un’ipotesi» la teoria di Charles Darwin): «Glielo chiederò un giorno o l’altro».
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