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Cronaca
 
Elisa, Francesca, Elena... quelle vite
perdute nell'incidente di Barcellona
 
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​Sono sette le ragazze italiane, giovani studentesse universitarie impegnate nello scambio Erasmus, che hanno perso la loro vita nel pauroso incidente stradale in Catalogna. Avevano tutte tra i 22 e i 25 anni. Lo ha confermato la Farnesina, specificando che i feriti sono sei: due sono già stati dimessi; degli altri quattro, due sono in condizioni "serie".

Passioni, curiosità, impegno: giovani vite stroncate all'alba dopo una notte che doveva essere di festa. Genitori che si sono precipitati in Spagna senza sapere che le figlie erano morte ma con un brutto presentimento nel cuore visto che non rispondevano al telefono. Le foto sono state prese dai profili facebook.

Francesca Bonello, di Genova. Generosa, curiosa, intelligente, allegra, "religiosa di quella religione vitale che non dà nulla per scontato", impegnata. È questo il ritratto che fa di lei padre Francesco, il gesuita che guida la Comunità vita cristiana di cui Francesca faceva parte. 
Bus Catalogn.jpg"Aveva scelto medicina, una scienza che Francesca interpretava come un modo per aiutare gli altri - ha detto padre Francesco -. Era andata in Ciad l'estate scorsa con il fidanzato Federico, che è medico, con una associazione di gesuiti. Ed è andata là per mettere in pratica quello che stava imparando, per aiutare gli altri". Francesca "era una ragazza gioiosa: subito dopo il suo arrivo a Barcellona aveva cucinato le lasagne per 100 persone. Una delle sue passioni era proprio la cucina e grazie a questo faceva festa, faceva gruppo. Adesso sarà in paradiso a cucinare per tutti".

Elisa Valent era friulana, esattamente del comune di Venzone. StudBus Catalogn_1.jpgiava Lettere a Padova e si era trasferita a Barcellona solo tre giorni fa. Appena saputo dell'incidente i genitori hanno provato a contattarla ma inutilmente, poi hanno saputo che si trovava anche lei in gita a Valencia e sono partiti immediatamente. 





Valentina Gallo, 22 anni,Bus Catalogn_3.jpg
studentessa di economia all'università di Firenze, era specializzata in business administration. È stata la prima vittima ad essere identificata. Programmava di stare a Barcellona da gennaio a luglio. "Se non di più" scriveva sul suo profilo Facebook. 

 


Elena Maestrini, 21 anni, di Bagno di Gavorrano, Grosseto anche lei iscritta all'università di Firenze è morta nella notte dopo il ricovero all'ospedale di Tarragona.  "Abbiamo recuperato unBus Catalogn_2.jpga lettera - ha raccontato il rettore dell'Università di Firenze, Luigi Dei, che è stata spedita da Lucrezia Borghi e firmata assieme alle altre due di cui è certo il decesso insieme ad una quarta ragazza che sappiamo essere in salvo". L'ateneo ha sospeso per oggi tutte le attività in segno di lutto per le tre studentesse decedute.

Lucrezia Borghi, di Greve in Chianti. La terza ragazza toscana vittima dell'incidente. Bus Catalogn_4.jpgProbabilmente le tre ragazze erano andate in gita insieme. Anche lei ricoverata in gravi condizioni, è morta nella notte.

 


 

 

Serena Saracino, studentessa di Farmacia a Torino. Si era trasferita in Spagna da appena un mese e lunedì prossimo, nel giorno di Pasquetta, avrebbe compiuto ventitrè anni. Appena saputo della notizia i genitori sono subito partiti per la Spagna.

Elisa Scarascia Mugnozza era romana e aveva 22 anni. Studiava medicina all'università La Sapienza.
Bus Catalogn_6.jpgSuo padre, docente universitario, è volato in Spagna non appena ha saputo dell'incidente perché la figlia non rispondeva più al cellulare. "Era una ragazza piena di voglia di fare" dice chi la conosceva.   




Il governo catalano ha confermato inoltre la morte delle altre 6 ragazze di cinque nazionalità: Germania (2), Romania (1), Francia (1), Uzbekistan (1) e Austria (1). Le vittime sono tutte ragazze di età compresa tra i 19 e i 25 anni. I feriti ricoverati sono ancora 24, uno dei quali è in stato "critico", 6 sono gravi e altri 17 sono in condizioni "meno gravi".

Il volto bello di una generazione che si prepara al domani
"Di fronte al mistero della morte improvvisa di tante giovani vite restiamo sgomenti ed addolorati; nei giorni in cui meditiamo la passione di Cristo guardiamo alla Pasqua raccogliendoci in preghiera perchè la vicinanza umana possa essere di conforto e cordoglio". I vescovi di Piemonte e Valle d'Aosta, con l'arcivescovo di Torino monignor Cesare Nosiglia, i cappellani universitari, la pastorale universitaria con il direttore don Luca Peyron si stringono così alle persone colpite dalla tragedia in Catalogna.

"Nei volti di Francesca, Elisa, Valentina, Elena, Lucrezia, Serena ed Elisa - dice don Peyron -  riconosciamo il volto bello di una generazione che si sta preparando al domani con la gioia e l'entusiasmo dei vent'anni, il desiderio di incontrare altri giovani e con loro immaginare il futuro di questa terra e d'Europa". "Da credenti - conclude - le sappiamo ora nelle braccia del Padre misericordioso a cui chiediamo il dono della consolazione per chi oggi piange ed il coraggio per tutti noi,
anche in nome di queste giovani, di costruire legami ancora più veri e forti, che neppure la morte, come recita la Scrittura, possa mai spezzare".

Sono 3 le vittime toscane: l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, a nome anche di tutti i vescovi della Toscana riuniti oggi in assemblea, ha espresso il cordoglio e il dolore. “Partecipiamo al profondo dolore ed esprimiamo la nostra più affettuosa vicinanza alle famiglie colpite dalla grave perdita di queste giovani vite, rivolgendo un pensiero anche a coloro che sono rimasti feriti nell’incidente – scrive l’arcivescovo Betori -. Assicuriamo la nostra preghiera perché il Signore consoli i genitori e dia conforto ai loro cari in questo momento terribile, una tragedia che ci vede particolarmente coinvolti e colpiti perché fra le vittime ci sono ragazze di Firenze e della Toscana”

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