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Cronaca
CAMPANIA VIOLATA
Scoperte vicino all'asilo
tonnellate di rifiuti tossici
Antonio Maria Mira
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Fanghi industriali tossici e molti fusti metallici sbriciolati dai quali cola nel terreno una velenosa melma grigia. Probabilmente il contenuto di venti tir, scaricati qui nei primi anni ’90, a pochi metri da una scuola dell’infanzia, da una ludoteca e dal mercato ortofrutticolo. Siamo a Casal di Principe, cuore del potere del clan dei "casalesi", terra di ecomafie, terra dei fuochi. Qui, in via Sondrio, lungo quella che i locali chiamano "circumvallazione", i tecnici dell’Arpac e dell’Asl e i vigili del fuoco hanno scavato fin dalle prime ore del mattino. Tute bianche, mascherine, contatori Geiger, due ruspe. Inchiesta dei carabinieri del Noe di Caserta e da quelli della compagnia di Casal di Principe, coordinati dalla Dda di Napoli, coi pm Giovanni Conzo, Cesare Sirignano e Luigi Landolfi, e il procuratore aggiunto Francesco Greco.

Tutto parte dalle recenti dichiarazioni di un collaboratore di giustizia del clan, arrestato negli scorsi mesi per alcune estorsioni assieme ai figli del boss Francesco Schiavone "Sandokan". «Ho guidato io la ruspa che ha scavato per seppellire i rifiuti. Sotto quel terreno c’è il contenuto di venti camion», avrebbe detto. Non si tratta, quindi delle rivelazioni "fiume" di Carmine Schiavone, vecchio "pentito" che da un mese ha ripreso a parlare, ma ritenuto poco attendibile dagli inquirenti, «Ma noi comunque ogni volta che riceviamo queste notizie andiamo sempre ad accertare», ci tiene a precisare il pm Conzo, facendo un paragone, per spiegare la situazione, «con l’operazione per la Concordia. Ora dovremo analizzare il contenuto, non possiamo farlo lì direttamente, è troppo pericoloso». Esclusa, comunque, la presenza di rifiuti radioattivi.

Fanghi e fusti sono stati trovati a circa dieci metri di profondità, non lontano dalla falda acquifera, ma non è finita. Gli scavi sono stati interrotti alle 18 perché non c’è urgenza di operare anche di notte. Zona martoriata. Proprio in un terreno a fianco, separato solo da un muro, di proprietà della diocesi di Aversa (in affitto ad altri), nel settembre 2011 vennero trovati rifiuti speciali e pericolosi. A parlare allora era stato il collaboratore di giustizia Roberto Vargas, killer dei "casalesi". Pochi giorni dopo il ritrovamento, su iniziativa del vescovo Angelo Spinillo, proprio su quel terreno si svolse la manifestazione diocesana per la Giornata per la salvaguardia del Creato.

Molte le persone che, tenute lontane per motivi di sicurezza, hanno seguito le operazione di scavo. Tra di loro anche alcuni rappresentanti del Coordinamento dei comitati della "terra dei fuochi", guidati da don Maurizio Patriciello. Facce e commenti preoccupati per questa ennesima conferma del gravissimo avvelenamento di queste terre. Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente parla di «una Campania disseminata di bombe inquinanti dove c’è chi paga con la vita il prezzo di queste attività criminali». Ma per le bonifiche, denuncia, «siamo all’anno zero» mentre dovrebbero essere il «primo punto non più rinviabile dell’agenda politica». L’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano assicura: «Siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte intervenendo con le operazioni di bonifica già previste nel Piano Regionale». Ma «di fronte ad un possibile aggravarsi del contesto» ritiene «necessario l’intervento del Governo». Dal quale arrivano prime risposte. Così il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, dopo aver sottolineato «la gravità del fenomeno» ma anche la preziosa attività di magistratura e Forze dell’ordine, annuncia che «per dare continuità a ed integrare il lavoro dei magistrati ho dato mandato all’Ispra di portare a compimento l’attività di ricerca e di mappatura dei siti da bonificare». Mentre il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, «di fronte all’ennesino sfregio ad una terra che sta pagando un prezzo altissimo alla camorra», si scaglia anche contro chi «si oppone alla presenza di infrastrutture per la gestione e il trattamento dei rifiuti in Campania, realizzate nel rispetto dei principi di legalità e precauzione» e che in questo modo «lavora per la mafia».

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