venerdì 6 giugno 2014
Impegnate tutte le navi della Marina Militare del dispositivo Mare Nostrum. Il numero delle persone aiutate è ancora provvisorio. La Libia ormai è fuori controllo.
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Navi della Marina Militare, della Guardia Costiera, mercantili. Una flotta di una ventina di unità in tutto sparse nel Canale di Sicilia, impegnate nelle ultime 24 a soccorrere circa 3.000 migranti partiti dalla Libia su carrette del mare. Un'altra ondata imponente di arrivi, dunque, che fa salire il totale dall'1 gennaio a 47 mila, dieci volte più che nello stesso periodo del 2013. Numeri che preoccupano il Viminale, alle prese con un'affannosa ricerca di strutture d'accoglienza in tutto il Paese. Ed il Governo vuole portare con forza il fenomeno all'attenzione dell'Europa nell'ormai imminente semestre di presidenza Ue. Arriva la bella stagione, il mare è calmo e - come nelle previsioni - la rotta Libia-Sicilia è sempre più battuta. Proseguendo con questo ritmo, il traguardo dei 63 mila sbarcati nel 2011, l'anno record della guerra in Libia e delle cosiddette primavere arabe, è ormai a portata di mare. La situazione nel Paese nordafricano continua ad essere del tutto fuori controllo, da Bruxelles non arrivano risposte concrete alle richieste di aiuto di Roma. Per ora, dunque, non sembrano esserci alternative alle operazioni di soccorso del dispositivo Mare Nostrum. Solo le navi della Marina Militare hanno raccolto 2.500 migranti in 24 ore. Ma sono intervenuti anche i mezzi della Guardia Costiera, mercantili e rimorchiatori di passaggio che ne hanno recuperate altre centinaia. Tanti i minorenni a bordo. I dati del Viminale indicano che oltre il 90% delle partenze avviene dalle coste libiche. Le nazionalità più rappresentate sono eritrea (14 mila), siriana (6.700) e maliana (4.300). Persone in fuga da guerre e persecuzioni che hanno diritto alla protezione umanitaria. Anche se ieri il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, non ha escluso la possibilità che tra i migranti si annidino terroristi. Il Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno, con il concorso di prefetture, Regioni ed enti locali, sta attuando il Piano nazionale di riparto dei migranti, che punta a garantire accoglienza e smistare velocemente gli sbarcati, assicurando un'equa suddivisione dei migranti su tutto il territorio. Attualmente sono oltre 32 mila i quelli ospitati nei centri di accoglienza e per richiedenti asilo (9.600), nelle strutture temporanee di primissima accoglienza (10 mila) e nella rete Sprar, il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (13 mila). C'è da considerare che queste strutture non sono detentive e tanti le abbandonano dopo qualche giorno per dirigersi verso altri Paesi, lasciando così posto ai nuovi arrivati. E la Lega Nord continua a polemizzare. "Mare Nostrum - dice Nicola Molteni - si conferma il vero business di scafisti e Al Qaida, Alfano batta un colpo. Il ministro dell'Interno ancora una volta non è pervenuto, nemmeno dopo aver ammesso il rischio di possibili infiltrazioni terroristiche, dimostrando così che in tanti sbarcano non certo perché 'profughì".
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