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Cronaca
27 gennaio 2016
«Auschwitz ci riporta nell'abisso»
 
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«Auschwitz, con tutto quel che racchiude e rappresenta, è un buco nero nella storia dell'umanità. Un buco nero che ha di colpo inghiottito - insieme a milioni di vittime innocenti - secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero, dell'arte». Sono le parole con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al Quirinale per il giorno della Memoria ricordando che «Auschwitz, con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell'abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale».
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Alla cerimonia hanno partecipato le scuole vincitrici della XIV edizione del Concorso "I giovani ricordano la Shoah" annualmente indetto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

La manifestazione, condotta dal giornalista Aldo Cazzullo, ha visto gli interventi di Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, e di Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e le testimonianze di Samuele Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, e di alcuni studenti che hanno partecipato al “Viaggio della Memoria”.
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La cerimonia si è conclusa con la premiazione delle scuole vincitrici del concorso " I giovani ricordano la Shoah"; mentre prima della cerimonia, il presidente Mattarella aveva consegnato le Medaglie d'onore agli insigniti ex internati e deportati.

Perché è stato istituito il Giorno della memoria?
Il 27 gennaio 1945 è la data nella quale le armate russe varcarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Richiamandosi a quell'episodio storico l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a partire dal 1º novembre 2005 ricorda ogni 27 gennaio le vittime della Shoa.

L'Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa (con la legge 211 del 20 luglio 2000), nel medesimo giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell'Olocausto e delle leggi razziali e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

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