venerdì 19 ottobre 2012
Parla il ministro della Salute: teniamoci stretto il presidente del  Consiglio, ce lo invidiano ovunque. Lui è un punto imprescindibile, ha saputo cambiare l’atteggiamento della gran parte dei cittadini.
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​Tra i banchi di legno dell’elegante Sala del Governo di Palazzo Madama, Renato Balduzzi e Vittorio Grilli trovano un angolino libero. Due minuti di dialogo fitto e cordiale, poi il ministro della Salute si avvicina: «Vede, qui si guarda al Paese dall’angolo prospettico delle segreterie di partito, siamo abituati a disegnare il futuro dell’Italia a partire dai piccoli particolarismi. Non è così che funziona. C’è l’Europa. C’è il mondo. Roma è una parte del tutto. Perciò io dico: teniamoci stretto Mario Monti, ce lo invidiano ovunque. Lui è un punto imprescindibile. E non perché così vogliono la Casa Bianca o Bruxelles, ma perché ha saputo cambiare l’atteggiamento della gran parte dei cittadini. Ormai tutti, anche chi non condivide in pieno le nostre scelte, sono consapevoli della necessità, per il bene del Paese, di una linea politica coerente, seria, credibile. Una linea che ha bisogno di essere perseguita per diversi anni, che non può essere distrutta dalla primavera 2013. I tecnici restano a disposizione, ma ciò è irrilevante rispetto alla necessità che i partiti completino il loro processo di autoriforma, a partire dalla legge elettorale». In un’intervista che segue di poche ore l’approvazione alla Camera del decreto Salute, Balduzzi riparte da Palazzo Chigi, dal premier, e da ciò che questa fase politica può ancora dare al Paese. E guarda a 360 gradi ai nodi della sua materia: quelli appena affrontati nel testo varato, e quelli ancora aperti, come la sostenibilità economica del sistema-salute e la concreta applicazione della legge 40.Partiamo dal dl appena licenziato da Montecitorio. Ha qualche rimpianto?Sono molto soddisfatto dei lavori in commissione Affari sociali, l’impianto è stato confermato e migliorato. Abbiamo sistemato cose di cui si parlava da tempo, ora c’è un quadro di norme per l’assistenza di base h24, contro l’invadenza della cattiva politica nella scelta dei primari, contro gli eccessi della medicina difensiva... Non mi è piaciuto com’è finita la storia dei nuovi prontuari dei medicinali: le categorie si sono fatte sentire, ma io rilancerò. Occorre eliminare farmaci obsoleti e inefficaci e lasciare spazio a quelli innovativi che intervengono su patologie rare.C’è stato un intervento pesante della commissione Bilancio e del Tesoro, che ha portato ad espellere anche il fondo contro le ludopatie...Intanto assicuro che entro il 31 dicembre definiremo con le Regioni i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e dentro ci saranno le malattie da gioco. Dunque le prestazioni saranno coperte. Poi la mia filosofia è questa: abbiamo appena aperto la finestra su uno spaccato sociale nuovo e sottostimato, ma per me è solo l’inizio. Insisterò, e ricordo a tutti quello che è accaduto per il fumo: chi pensava, pochi anni fa, che sui pacchetti di sigarette fosse scritto "il fumo uccide"?L’emergenza-gioco però è molto grave e urgente, si può ben parlare di «questione morale»...Sono d’accordo, altrimenti non ci avrei messo mano. Non mi arrenderò, con il supporto di un’opinione pubblica consapevole troveremo un equilibrio sempre più bilanciato tra l’azione legittima dei Monopoli di Stato, il cui fine è sottrarre il business del gioco alla malavita, e il prioritario diritto alla salute di chi vede trasformarsi il gioco in una ossessione patologica.Lei parla di fenomeni sottostimati su cui fare passi avanti. C’è però un tema ampiamente approfondito, la legge 40 sulla fecondazione assistita, che ancora attende le linee guida...Non mi sottraggo e le dico la mia linea. C’è una sentenza di condanna della Corte Ue per i diritti umani che a mio avviso è andata oltre le sue competenze e ha travisato la situazione normativa in Italia, creando un problema di sovrapposizione tra giurisdizione nazionale ed europea e, in generale, tra giustizia e politica. D’altra parte la Corte Costituzionale ha conservato a più riprese l’impianto della legge 40, e ha contribuito ad affermare nel Paese il dato culturale più importante: l’embrione ha una soggettività, non è un grumo di cellule. Perciò in uno dei prossimi Cdm presenterò il ricorso dell’Italia. Raccolto il pronunciamento della Grande Camera di Strasburgo, concluderò l’iter delle linee guida, consapevole che il testo realizzato dal precedente governo, e già validato dal Consiglio superiore della Sanità, è nella quasi totalità privo di problematicità.Dalle questioni specifiche a quelle più ampie: il nuovo taglio alla Sanità previsto dal ddl stabilità è sostenibile?Sono sicuro di sì, si tratta di 600 milioni nel 2013 che intervengono là dove si annidano le sacche di spreco più ampie, l’acquisto di beni e servizi. E poi abbiamo detto tutti che la legge di stabilità si può cambiare, a saldi invariati. E i saldi sono davvero importanti: l’Europa e il mondo non aspettano altro che puntare il dito e dire: "Eccoli, i soliti italiani, hanno finto di essere virtuosi per sei mesi...". Ciò nonostante, in ogni misura facciamo l’impossibile per non incidere sulle fasce deboli. Mente chi parla di insensibilità sociale di questo governo.Torniamo alla politica: i partiti sono pronti a raccogliere l’eredità di questo governo? C’è stata la "purificazione" di cui proprio lei parlò a inizio mandato?Le forze politiche hanno fatto tanto per sostenere questo esecutivo anomalo. Però i fatti di cronaca ci dicono che il processo di autoriforma va rafforzato e completato, a partire da una buona legge elettorale. Tuttavia ci tengo a fare una precisazione: questo governo ha inciso sul modo in cui si farà politica nel futuro, e a mio avviso gli ultimi scandali sono il rigurgito di una stagione precedente che va chiudendosi.Lei ha chiari i termini del suo impegno futuro?Non le nego che in tanti mi dicono "continua", anzi, "continuate". Per quanto mi riguarda adesso sto pensando al 2012, ho ancora del lavoro da portare a termine. Ma la disponibilità dei tecnici è irrilevante rispetto ad un altro dato, ben più importante: i tecnici come i partiti, la società civile come i semplici cittadini, tutti insieme dobbiamo confermare al mondo, con i fatti, che è nata una nuova Italia. E che non tornerà indietro mai più.
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