giovedì 24 luglio 2014
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Non chiamatelo "meteoterrorismo", perché non si tratta di una guerra, si affrettano a spiegare i protagonisti, ma è evidente che quello tra operatori turistici e siti meteo commerciali non è un semplice braccio di ferro. Basta previsioni fuorvianti: le associazioni di operatori turistici della Riviera Romagnola (albergatori, bagnini, ristobar e parchi tematici) prendono posizione contro i "pronostici" atmosferici spesso imprecisi ed eccessivamente drammatici. L’accusa, neanche troppo velata, è che dietro i siti incriminati si celi solo un grande business: e i titoli allarmistici servano solo per far crescere i click sulla Rete.  Da qui l’azione legale partita nei confronti dei siti con l’accusa di comportamento colposo, ma anche l’istituzione di un tavolo di media conciliazione e la richiesta al Governo di una disciplina del sistema previsioni, come esiste in altri Paesi europei.«Basta – è decisa la presidente dell’Associazione Albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis –, abbiamo deciso di passare dalle parole ai fatti. Non ci interessano risarcimenti danni, ma vogliamo far capire che non ci si può improvvisare meteorologi». Stop dunque a previsioni improbabili e ipotesi a lunga gittata, fino a 15 giorni di anticipo. Un copione che tristemente si ripete dopo il nuovo flop di inizio settimana. Temporali – con annessi tuoni e fulmini – annunciati e anzi spesso sostituiti dal sole.I bollettini metereologici catastrofici diramati a 150 anni dalla nascita delle prime previsioni meteo, causano disdette alberghiere e rinuncia alle prenotazioni, a fronte di una situazione del tempo che si è rivelata più che accettabile. Clamoroso il caso del fine settimana pasquale del 19-21 aprile: a seguito delle previsioni di cattivo tempo comunicate per giorni dai principali siti commerciali, gli albergatori romagnoli si sono trovati sotto una pioggia sì, ma di disdette, mentre in cielo ha regnato incontrastato il sole, ad eccezione di qualche isolato e sporadico piovasco serale. «Si tratta di un danno economico, oltre che di immagine – sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Maurizio Melucci –. Considerando un week end di alta stagione, si traduce in una perdita di ricavi per il sistema ricettivo romagnolo (3.170 alberghi per 213.000 posti letto), compreso l’indotto, di circa 10 milioni di euro».Esistono 300 siti commerciali, più quelli amatoriali, che «con i loro titoli sensazionalisti aumentano gli accessi, che è quello che a loro interessa –  prosegue la battagliera Rinaldis –. Chiediamo che si faccia chiarezza sulle regole: al momento non c’è nessuna tutela. Non intendiamo mettere il bavaglio a nessun meteorologo o sito, ma pretendiamo professionalità, sapendo che le previsioni a 10-15 giorni sono impossibili». L’obiettivo non è tanto un risarcimento danni economici quanto «un confronto – aggiunge Alessandro Giorgetti, presidente di Federalberghi Emilia-Romagna –. A noi interessa una comunicazione corretta e cambiamenti in tempo reale, se le previsioni si sono evolute».L’azione legale va su più binari. «Stiamo intraprendendo un’azione legale contro i siti meteo commerciali con l’ipotesi di comportamento colposo – spiega l’avvocato Filippo Andreini –. Prima però di avviare l’azione legale vogliamo provare ad avere un confronto; convocheremo un tavolo qualificato nel contesto della media conciliazione, con la presenza di un garante, il maggiore esperto del settore, il professor Giuseppe De Palo». Si rivolgeranno anche all’Antitrust, appoggiando l’azione già intrapresa dai parchi di divertimento, per verificare l’ipotesi di concorrenza sleale. Continuando poi a far pressione sul governo, perché al momento non c’è alcuna norma che disciplini il sistema previsioni. Anche i colleghi del lago di Garda e di Bibbione intendono aderire all’iniziativa. L’invito degli operatori turistici, accompagnato dalla cartellonistica, sarà: «Non fidatevi dei siti commerciali, fidatevi della nostra voce e dei siti istituzionali». Il riferimento è a quello dell’Arpa, www.arpa.emr.it e dell’Aeronautica Militare www.meteoam.it.
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