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Cronaca
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CAMPANIA VIOLATA/22
Mai più sottomissione
Denunciare è un dovere
​Ognuno faccia la sua parte. L’eco delle parole dei parroci contro il fuoco dei roghi tossici, e contro il disastro che sta consumando la Campania e i campani, risuona intenso. «Impariamo a denunciare il male e chi lo compie. Siamo di esempio nel comportarci bene», scrivono i sacerdoti, avanguardia di una Chiesa che non tace.
«La dottrina sociale della Chiesa – esordisce Mario Di Costanzo, consigliere nazionale dell’Azione Cattolica – sull’ambiente dice cose serie, che però hanno avuto difficoltà a entrare nella prassi e la colpa è del laicato cattolico. Poiché – spiega – il problema è il difetto di partecipazione. Laico cattolico è colui che sta dentro le situazioni, è capace di pensare e di esprimere giudizi».

Nel primo documento sul Mezzogiorno, nel 1989, i vescovi esortano al dovere della denuncia, ma parlano anche di una diffusa "cultura della sudditanza" che porta a tollerare e a mascherare. «Al laicato cattolico si chiede di spezzare questa sottomissione e i parroci campani lo ripetono, chiaramente», osserva Di Costanzo che ricorda come il Giubileo per Napoli sia stato appunto l’espressione della «Chiesa estroversa, che ha molto da dire alle città».

Qualche anno fa, in suo spettacolo per bambini dal titolo rivelatore, “Sacchetti in rivolta”, l’attrice Rosaria De Cicco cantava una canzone proprio sulla “Terra dei fuochi”. «Negli ultimi venti anni – commenta amara – i governi non hanno pensato né al benessere né alla salute dei cittadini. Noi sempre disposti a sacrificarci eppure oggi – dice pensando anche a quanto sta succendendo a Taranto – è in atto una guerra tra poveri, costretti a scegliere tra lavoro e salute. Nella latitanza dello Stato tutti, Chiesa cittadini associazioni, dobbiamo essere in prima linea. Soprattutto abbiamo bisogno di vedere accanto a noi altri, non possiamo essere più soli e accettare che la vittoria vada sempre alla criminalità organizzata e a quella parte di Stato latitante e connivente».

Per il deputato Nello Formisano, segretario di Italia dei Valori in Campania e responsabile del partito per il Mezzogiorno, «in alcuni casi, sempre più frequenti, la Chiesa è più avanti della politica: è un dato negativo per la politica. Noi dell’IdV facciamo nostra la posizione dei parroci».
Il magistrato Giovanni Conso, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, propone subito un esempio: «Per decenni a Casal di Principe in quella zona sono stati abbandonati rifiuti nocivi: i cittadini hanno visto eppure hanno taciuto. Ora ci troviamo con una bomba ecologica ad alto rischio che scoppierà in tutta la sua forza tra dieci, venti anni, ma già abbiamo le prime deflagrazioni con i notevoli danni alla salute che i medici diagnosticano». Per il magistrato è prioritario che lo Stato intervenga «seriamente con le bonifiche del territorio, eliminando davvero i rifiuti» e che si mantenga «alta la vigilanza».

Valeria Chianese
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