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Cronaca
Calabria
Rosarno, progetto legalità. «Via la tendopoli»
Antonio Maria Mira
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Questa volta per i migranti di Rosarno si fa davvero sul serio. Scende in campo la squadra dell’accoglienza e finalmente non manca nessuno. Istituzioni e volontariato. C’è un progetto e anche i soldi. Ieri, infatti, a Reggio Calabria è stato sottoscritto il 'Protocollo operativo in materia di accoglienza e integrazione dei immigrati nella Piana di Gioia Tauro'.

A firmarlo il prefetto Claudio Sammartino, promotore dell’iniziativa, la Regione Calabria, la provincia di Reggio Calabria, i comuni di Rosarno e San Ferdinando (dove si trova la maggior parte dei migranti), la Croce rossa italiana, la Caritas diocesana di Oppido-Palmi, le associazioni Emergency e Medu (Medici per i diritti umani). Si tratta, ha spiegato il prefetto, «di un protocollo non di intenti, ma operativo che si svilupperà in due fasi. La prima comprende interventi immediati di messa in sicurezza, di bonifica della tendopoli: sanificazione, riconduzione a legittimità, verifica degli impianti elettrici, idrici e igienici. Tutto questo nella consapevolezza che il campo va superato. In questa fase stiamo sostituendo le tende ma presto partiranno provvedimenti ammini-strativi della Regione di integrazione dei lavoratori nel tessuto abitativo della Piana». 

Un’iniziativa simbolica e concreta, una risposta anche a chi, con ripetute aggressioni ai migranti, vuole far salire la tensione a fini di speculazione politica. Fatti che sono monitorati con grande attenzione dalle Forze dell’ordine. Ma è anche un cambio di passo. «Fino a ieri – ha aggiunto il prefetto – abbiamo dovuto gestire l’emergenza, ora lavoriamo per superarla. Perché dobbiamo ricordare che abbiamo a che fare con lavoratori a tutti gli effetti, è una questione di dignità. Quando le istituzioni lavorano insieme i risultati arrivano. Con questo Protocollo ognuna si assume le sue responsabilità, non ci sono più alibi».

Ne è convinto anche don Pino Demasi, parroco di Polistena e promotore di molte iniziative al fianco dei migranti. «È una svolta importante, prima c’erano solo buoni propositi, ora la concretezza per ridare dignità alle persone». Nello specifico la Regione, grazie ad uno stanziamento di 300mila euro (al quale se ne aggiungono altri 10mila della Provincia), provvederà alla «necessarie iniziative di temporanea riorganizzazione del campo volte a migliorarne le generali condizioni di vivibilità», attraverso la Protezione civile regionale. Inoltre «assumerà ogni utile iniziativa volta ad incentivare l’integrazione degli immigrati e coopererà, con gli altri soggetti interessati, per perseguire tempestivamente e progressivamente, politiche di promozione e di sostegno socio-abitativo».
 
Si ipotizzano progetti di housing sociale, affitti agevolati, contributi a chi affitterà ai migranti, coinvolgendo le stesse imprese agricole. I due comuni cureranno «i necessari interventi di risanamento igienicosanitario, la bonifica e la recinzione» della tendopoli, «la manutenzione, l’implementazione e la realizzazione degli impianti idrici e elettrici nonché organizzazione l’ordinata gestione del campo» alla quale collaborerà la Croce rossa, oltre alle tre associazioni di volontari che, inoltre, svolgeranno «ogni necessaria attività di supporto e mediazione a favore degli immigrati». Il tutto sotto il «costante monitoraggio» della Prefettura.
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