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Cronaca
Messina
Messina, l’oratorio fa rivivere il quartiere
DOMENICO PANTALEO
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Un quartiere dimenticato dalle istituzioni rinasce grazie al lavoro della comunità e della Chiesa locale. Succede al rione Gazzi-Fucile di Messina, dove l’oratorio retto dai padri Guanelliani è da tempo diventato punto di riferimento per i “monelli”. Così, affettuosamente, sono chiamati i bambini e i ragazzi che frequentano la struttura parrocchiale, guidata da don Nico Rutigliano. Che si dà un gran daffare per “il quartiere della chiesa che non c’è”.


Sì, perché in questo angolo di Messina è presente la parrocchia, ma li dove era previsto che nascesse una chiesa, a distanza di oltre cinquant’anni vi è ancora una baraccopoli. Ricovero che per molte famiglie rappresenta il luogo in cui vivere, in cui crescere i propri figli. Un valore aggiunto per il territorio, come è stato ricordato anche ieri, durante un convegno che ha fatto il punto sull’attività svolta a favore dei giovani della parrocchia, che ha visto la partecipazione di genitori ed educatori. In questi anni, la chiesa fisica, fatta di cemento e mattoni, quella che, nonostante le promesse, ancora non c’è, è stata sostituita da una chiesa fatta di braccia tese, accomunate dall’amore verso il prossimo e verso quell’angolo di città dimanipolazione menticato dalle istituzioni.


Questa chiesa ha poi trovato casa (in un’ala della scuola materna, trasformata) in una cappella dedicata a San Pio X nell’oratorio. La parrocchia negli anni è riuscita ad ottenere anche un locale di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari di Messina, all’interno del quale sono state realizzate aule dove si offrono gratuitamente servizi a circa 150 tra bambini e adulti, come il sostegno scolastico, corsi di danza per bambine e di ginnastica per le mamme, laboratori musicali e artigianali, laboratori creativi di e animazione ludico-ricreativa, corsi di sartoria, taglio e cucito, e tanto altro.


Oltre a queste attività l’oratorio è riuscito a realizzare un campo di calcio, grazie ad un terreno messo a disposizione dall’Istituto autonomo case popolari e il contributo di Asci Don Guanella. La struttura sportiva è priva di cancelli, solo recinto e la rete per trattenere il pallone. Chiunque può entrarvi e giocare. «Si tratta di un luogo di aggregazione prima ed educazione poi, per bambini, giovani e adulti – sottolinea don Nico –. Tante le mamme e nonne che sono state tolte dalla solitudine e inserite in un contesto di socialità e relazioni umane. Per non parlare dei ragazzi che al posto di videogiochi e pc, tornano a sviluppare le loro capacità per imparare a metterle a servizio di tutti.


Ai ragazzi noi diamo “Pane e Signore”, come ci insegna il nostro fondatore San Luigi Guanella. Non è stato certamente facile – prosegue il sacerdote, responsabile dell’oratorio messinese –. I ragazzi, in un primo momento, vedevano l’oratorio come qualcosa di lontano, compivano persino dei danneggiamenti. Oggi invece – conclude don Nico – l’oratorio è diventato la loro seconda casa». Anche la Caritas diocesana è stata accanto a questa iniziativa.


«Quello che la comunità guanelliana e i parrocchiani stanno realizzando a Fondo Fucile anche con il sostegno della Caritas diocesana – commenta don Giuseppe Brancato, direttore della Caritas di Messina – rappresenta la testimonianza concreta del nostro impegno per i giovani e per le periferie, da sempre cuore pulsante della nostra attività».
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