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Cronaca
Reggio Calabria
Se la scuola isola il bambino autistico
RAFFAELE IARIA
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Un bambino autistico. Una mamma e un papà che decidono di iscriverlo nella stessa scuola in cui andranno i suoi compagni di classe della materna, per aiutarlo a inserirsi meglio. E la scuola che rifiuta. Ha dell’incredibile quello che è avvenuto all’istituto comprensivo statale De Amicis-Bolani, nel centro di   Reggio Calabria. È lì che la famiglia di Francesco (il nome è di fantasia) ha deciso di iscrivere il piccolo per le elementari: il bimbo è affetto da disturbo dello spettro autistico, ma alla scuola materna ha fatto amicizia coi suoi compagni, si è tirato un po’ fuori. Così per i genitori la scelta è logica: iscriverlo insieme ad altri bambini provenienti dalla stessa scuola materna.


«Per chi è affetto da questo grave tipo di patologia l’amicizia e i rapporti umani sono basilari», spiegano. Ma la scuola colloca il bambino in un’altra classe: quella scelta per Francesco è al completo. Il caso finisce davanti al Tribunale amministrativo regionale, che dà ragione ai genitori di Francesco obbligando la scuola a inserirlo nella classe con i suoi amichetti. Nel ricorso, presentato dai legali della famiglia, viene evidenziato che «i soggetti autistici devono mantenere l’ambiente scolastico dove sono già inseriti».


Una necessità attestata da medici e strutture sanitarie citate espressamente nel ricorso. Al rientro dalle vacanze natalizie il bimbo dunque entra nella nuova classe. Ma la felicità dura poco: la dirigenza della scuola ha appena deciso di ricorrere al Consiglio di Stato, contestando la decisione del Tar. Sconcertati, i genitori del piccolo sono sul piede di guerra: «Quello che stanno facendo è inclassificabile. Non possono decidere del destino di nostro figlio, non glielo permetteremo », hanno sbottato ieri, chiedendo che la sentenza del Tar venga rispettata e che il bambino non subisca ulteriori.


Sul caso l’istituto non ha rilasciato dichiarazioni, mentre è intervenuto l’assessore regionale al Welfare, Lavoro e Pubblica Istruzione della Regione Calabria, Federica Roccisano: «È inaccettabile che una famiglia debba ricorrere al Tar per garantire l’inclusione scolastica del proprio figlio solo perché affetto da autismo. Ci si accanisce contro un bimbo indifeso». Roccisano ha annunciato che farà partire a breve le convocazioni per un incontro con la famiglia del bambino e la dirigenza della scuola. Obiettivo: trovare una soluzione positiva alla vicenda. «Noi – ha aggiunto ad Avvenire – stiamo lavorando molto per superare alcune barriere che non sono solo architettoniche, affinché non ci siano scuole in cui i diritti di chi è più debole non vengano riconosciuti». L’auspicio è che l’impegno si traduca presto in realtà. Per Francesco e per tutti gli altri.
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