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A rischio
Campania, azzardo per 6 minori su 10
VALERIA CHIANESE
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Nell’ampio spettro di proposte dell’azzardo c’è un dato preoccupante e poco considerato: il gioco on line che sta modificando la realtà del gambling e che coinvolge soprattutto i giovani. Al punto che le statistiche sulla diffusione dell’on line che negli ultimi anni ha portato notevole affluenza al settore e sulla presenza di minorenni e di neomaggiorenni sulle piattaforme web si intersecano. Proprio per la facilità di accesso anche da smartphone e pc.


Le piattaforme di 32 Red e William Hill hanno introdotto la tecnologia ’Html5’ nelle slot on line per eliminare l’obbligo di scaricare un software che permettesse di usare i giochi da casinò. Un incentivo per vecchi e nuovi dipendenti. In prima fila anche per il gioco on line si pone ancora una volta la Campania. Dati Agimeg di fine 2014 danno alla regione il maggior numero di puntate su siti internet con il 18% delle giocate in rete nazionali. Meglio di Lombardia (12%), Sicilia (11%), Lazio e Puglia (entrambe al 10%). Dati convergenti anche dai siti NetBet e Live Partner. Dalle statistiche si rivela allarmante il dato relativo ai giovani in Campania. La regione è al primo posto per numero di ragazzi a rischio ludopatia. Il 57% degli adolescenti sono coinvolti nell’azzardo contro la media nazionale del 47,1%.


Patrizia Ragone, fondatrice e presidente dell’associazione 'Rossella donna di quadri' presenta i dati di una serie di questionari sottoposti agli studenti delle medie del territorio. La fascia d’età più colpita, e su cui è necessario intervenire maggiormente, è quella compresa tra gli 11 e i 13 anni. Fra i questionari in anonimato diffusi nel corso dei numerosi incontri con gli allievi di vari istituti della Campania, è emerso che su un totale di 4.084 alunni, 1756 sono i giovanissimi che hanno precocemente sperimentato il mondo della scommessa, divisi tra i 1054 di sesso maschile contro i 702 di sesso femminile. «Quando sono andata per la prima volta in una scuola media a presentare il progetto – racconta Ragone – pensavo di trovarmi di fronte a una realtà ben differente. Quel che ho visto mi ha lasciato senza parole. Undicenni spesso già dipendenti, ma assolutamente disinformati sulle conseguenze.


Allo stesso tempo sono rimasta colpita dall’entusiasmo e dall’interesse con cui hanno accolto il progetto, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare su una tematica di cui qui si parla troppo poco». Secondo i dati sull’azzardo patologico resi noti dal Dipartimento dipendenze dell’Asl Napoli1, nella regione sono 19mila gli studenti a rischio e 13mila quelli con profilo problematico. I luoghi più utilizzati dai giovani vedono al primo posto le sale scommesse (43,3%) seguite dai bar, tabacchi, pub (35,9%) e servizi online (26,7%).


Inoltre si riscontrano comportamenti associati all’azzardopatia: il fumo quotidiano, l’avere assunto cannabis più volte, l’uso di droghe sconosciute o di almeno una sostanza illegale e i piccoli furti. Fuori dalle mura domestiche è senza dubbio la figura del docente, con l’appoggio della scuola, a dover intervenire con l’informazione per arginare la precoce dipendenza: se 10 anni fa l’azzardo era considerato quasi un tabù, oggi, vista la diffusione, è doveroso parlarne e, soprattutto, agire.
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