mercoledì 1 aprile 2015
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«Quanto accaduto in Campania, nella cosiddetta "Terra dei fuochi" è emblema del degrado italiano, la rappresentazione di una drammatica situazione di uno sfruttamento cinico e senza futuro». Non è un volontario "iper-ambientalista" o un giornalista "allarmista" a esprimere questo severo giudizio sul nostro territorio, ma nientemeno che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Prima di lui, a Caivano, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, disse che «la Terra dei fuochi è un problema nazionale e deve essere risolto a livello nazionale». Il suo predecessore durante il governo Letta, Andrea Orlando, sempre a Caivano, chiese pubblicamente perdono agli abitanti dei paesi a cavallo delle province di Napoli e Caserta per lo scempio che erano costretti a subire. È importante tenere in vita la memoria: i "negazionisti" (e i "riduzionisti", come li chiama questo giornale) sono sempre in agguato. Questi pronunciamenti sono pietre miliari. Ma, procedendo a ritroso, non possiamo non ricordare Renato Balduzzi, ministro alla Salute, durante il governo Monti. Volle rendersi conto personalmente di ciò che accadeva in questa fascia di terra martoriata e bella. I lettori di "Avvenire" ricorderanno: arrivò in privato, in una tarda mattinata, senza scorta. Espresse il desiderio di essere accompagnato sotto i cavalcavia affumicati, nelle campagne stuprate. Volle vedere con i propri occhi che cosa contenessero quegli enormi sacchi neri gettati a centinaia lungo i sentieri. Rimase basito, incredulo nel constatare che non pattume delle case, bensì pericolosissimi scarti industriali uscivano da quei contenitori. Il vero problema, che non è stato mai affrontato adeguatamente, infatti, sono i rifiuti delle industrie. Alcune che, lavorando in regime di evasione fiscale, non potranno mai smaltire legalmente ciò che rimane dalla lavorazione dei loro prodotti. Altre che, pur potendo, smaltiscono illegalmente per bramosia di denaro. Anche se sporco di sangue. Se ne rese conto, Balduzzi. Al momento del commiato gli dissi: «Ministro, la ringrazio. È stato gentile a venire. Adesso, però, ci aiuti, la prego, a uscire da questo incubo…». Mi guardò con gli occhi umidi, poi abbracciandomi, rispose: «Sono io che debbo ringraziare lei e tutti coloro che stanno lottando per questa terra…». Sempre durante il governo Monti, Annamaria Cancellieri, ministro dell’Interno, promise impegno diretto e inviò il vice-prefetto Donato Cafagna per tentare di mettere fine ai roghi tossici. Anche Nunzia De Girolamo, ministro alle Politiche agricole, venne di persona per prendere visione dei bidoni arrugginiti che, dopo anni, venivano alla luce. Poi, come spesso accade, anche sulla "terra dei fuochi" tornò a calare il silenzio mediatico. Solo "Avvenire", che aveva riaperto il caso con un’inchiesta martellante, continuò a tenere alta l’attenzione. Il silenzio, però, non riuscì a spezzare l’impegno perseverante e faticoso dei volontari. Inutile dire che la legge varata a dicembre del 2013 ha potuto fare ben poco. Lo avevamo detto fin dall’inizio: serve poco arrestare – e difficilmente accade – il piromane colto in flagrante, se poi poco o niente si fa per arrivare al mandante del delitto. Il piromane, infatti, è solo l’ultima ruota del carro. È l’industriale disonesto, che quasi sempre la fa in barba alla legge e alla società, che bisogna colpire. Ma, occorre dirlo, da questo orecchio sembra proprio che nessuno ci senta. C’è poi da fare i conti con la corruzione, piaga peggiore della camorra. È notizia di questi giorni che è stato revocato l’incarico per la bonifica della Resit di Giugliano, quell’obbrobrio che il commissario De Biase continua a chiamare «la bomba». Lo stop è arrivato perché la ditta appaltatrice è risultata in odor di mafia. Pensate chi si preparava a "bonificare" la Resit... Intanto il tempo passa. E la situazione si aggrava. Ha ragione Mattarella quando parla di «degrado italiano». Occorre bonificare. È necessario. È urgente. Ma bisogna cominciare dalle coscienze. Occorre essere severissimi con chi deturpa la cosa pubblica per egoistici e criminali interessi privati. Per questo vogliamo ringraziare il presidente Mattarella e rivolgergli l’invito a venire nelle nostre terre. Ad abbracciare i genitori dei bambini morti di cancro e di leucemia. A dare speranza ai volontari per continuare a combattere questa battaglia sempre più faticosa e impegnativa.
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