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I canti della Chiarastella
Evangelizzazione popolare
nei versi dei cantastorie siciliani
di Ambrogio Sparagna
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LA MADONNA E LA ZINGARA
Come piamente si può contemplare quando la Beatissima Vergine con Gesù e San Giuseppe se ne andarono fuggitivi in Egitto una zingarella loro incontrò e pia dimora a loro alloggiò Diu ti sarvi o bedda signura e ti duna la bona vintura binidittu a vui vicchiareddu ccu ’stu beddu bammineddu Ben trovata sorella mia che Dio la sua grazia vi dia ti perdoni tutti i peccati con l’infinita sua bontadi Siti stanchi vuatri pillirini nuzzinteddi e poviri mischini aviti uni ripusari trasiti signura nan ti scantari Voi siete sorella mia tutta piena di cortesia Dio ti renda la carità con l’infinita sua bontà Sugnu na carusa zingaredda e macari ca sugnu puuredda ccu cori ti offru casa mia puru ca non è cosa ppi tia Voi siete sorella mia tutta piena di cortesia Dio ti renda la carità con l’infinita sua bontà.


Secondo un racconto popolare Maria e Giuseppe, fuggiti in Egitto per sottrarre Gesù alla persecuzione di Erode, furono ospitati durante il viaggio da una zingara. Questo canto costruito su antica leggenda è entrato nel repertorio dei cantastorie siciliani grazie ad una versione di fr. Pietro da Palermo stampata in Sicilia verso la fine del XVIII secolo. Il cantastorie è una figura tipica delle culture popolari: è un cantore che accompagnandosi con uno strumento racconta o una storia antica o fatti e avvenimenti contemporanei. Con questa forma di trasmissione orale un tempo le storie narrate entravano a far parte del bagaglio culturale collettivo di una comunità. In Sicilia questa arte popolare ha avuto sempre grande diffusione ed è stata ampiamente sostenuta dalla Chiesa locale che ne ha fatto una forma di evangelizzazione popolare tanto che a Palermo, grazie all’opera dei Gesuiti, nel XVII secolo venne costituita la Congregazione degli Orbi, dei cantori ciechi a cui veniva insegnato a suonare uno strumento allo scopo di diffondere negli ambienti popolari le storie del Vangelo e dei Santi. Per facilitare la comprensione della cantata il cantastorie si aiutava con un cartellone su cui veniva raffigurata la storia, descritta nelle principali scene. Gli spettatori, che un tempo gremivano le piazze dove si svolgeva lo spettacolo, facevano delle offerte o acquistavano dei foglietti volanti, su cui era descritta la storia. A partire dagli Anni Sessanta queste storie vennero anche incise e vendute su dischi.
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