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Tre anni con Papa Francesco
nel segno della Misericordia
Giampiero Bernardini
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13 marzo 2016: tre anni con Francesco. Tre anni con il Papa arrivato dalla "fine del mondo". Tre anni nel segno della Misericordia di Dio.

In particolare questo terzo anno di pontificato è stato segnato dall'Apertura del Giubileo della Misericordia, che, cosa mai accaduta prima, ha visto aprire la prima Porta Santa non in San Pietro ma nella cattedrale di Bangui, nel cuore dell'Africa, in uno degli stati più poveri della terra. 

Guarda le fotografie di Romano Siciliani (ImagoMundi) per ripercorrere questo triennio

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E poi una altro evento storico, l'incontro con il Patriarca di Mosca Kirill, segno della volontà dei cristiani di camminare insieme sulle strade del mondo.

L'incontro è avvenuto a Cuba. Non si può dimenticare quanto è stato fatto da Francesco, e dai suoi predecessori, per il dialogo con questo popolo e per superare l'embargo americano, riaprendo anche il dialogo tra cubani e statunitensi. Altro segno di pacificazione, di muri che crollano e ponti che vengono costruiti.

Lo sguardo di Francesco si è poi soffermato in questo anno, ma anche nei primi due, sulla famiglia. Sempre più ferita e in difficoltà. Il sinodo è andato avanti ma soprattutto il Papa ha invitato a guardare alle famiglie con lo sguardo misericordioso di Dio.

No alla guerra e alle persecuzioni. Francesco ha sempre guardato con attenzione alle tente condizioni di ingiustizia che colpiscono i popoli e ai cristiani perseguitati, per i quali ha levato spesso alta la voce e ha impegnato la Chiesa in azioni di solidarietà e vicinanza concrete.

La vita dell'uomo deve essere dignitosa, per dargli modo di lodare il Signore. Ma anche la distruzione dell' ambiente mette la sua vita, materiale e morale, quotidiana in pericolo. All'uomo è stato affidato, da Dio, il creato perché ne abbia cura e lo consegni salvaguardato di generazione in generazione. Tutto questo è stato affrontato nell'Enciclica "Laudato si'", dove il tema ambientale è stato visto a 360 gradi, dallo sfruttamento economico ai nostri doveri di fronte al Creatore.

Papa Francesco si è sempre ricordato dei più poveri, anche con gesti concreti. Possiamo citare questa frase, pronunciata a Scampia il 21 marzo 2015: “Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione! Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti… la corruzione ‘spuzza’. E la società corrotta ‘spuzza’”.

Tra un viaggio e l'altro, l'ultimo di questo terzo anno in Messico, Francesco non ha dimenticato la Curia romana, di cui ha avviato una profonda riforma perché questa possa sempre più aiutare il Papa e la Chiesa nel difficile compito dell'annuncio a tutti del Vangelo di Cristo.

Ma prima di tutto Papa Francesco chiede a tutti la "riforma" del cuore. Un cuore che, per accogliere la misericordia di Dio che ci viene incontro, deve essere aperto alla conversione. Un’apertura che, come evidenzia la Misericordiae Vultus, inizia con il sentirsi peccatore. Di qui l'invito alla riconciliazione con Dio, la cui importanza essenziale ha mostrato andando a inginocchiarsi davanti a tutti a un confessionale per chiedere il perdono di Dio, prima di andare a sua volta a confessare.

E, infine, non scordiamoci l'appello che molto spesso Papa Francesco fa a tutti noi: "Pregate per me". Perchè tutti dobbiamo sostenere il cammino di chi ci guida sulle vie di Cristo.

 

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