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«Il bene appare debole ma vince sempre»
 
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“Il bene vince sempre, anche se in qualche momento può apparire più debole e nascosto”. Così il Papa nei Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, celebrati nella Basilica di San Pietro, a cui è seguita l’esposizione del Santissimo Sacramento e il Te Deum, l'inno di ringraziamento di fine anno. Nell’Anno giubilare della misericordia, il Papa ha guardato alla sofferenza dei profughi e ha esortato la città di Roma ad essere “interprete privilegiata di fede, accoglienza, fraternità e pace”. Al termine della celebrazione, il Papa ha visitato il Presepe allestito in Piazza San Pietro salutando anche i tanti fedeli presenti.

In una Basilica immersa nella solennità della preghiera e nella gioia del ringraziamento il Papa esorta a “riconoscere la presenza amorevole di Dio negli avvenimenti della nostra storia”. “Per questo - dice - nel Te Deum chiediamo l’aiuto agli Angeli, ai Profeti e a tutta la creazione per dare lode al Signore”: “Con questo inno ripercorriamo la storia della salvezza dove, per un misterioso disegno di Dio, trovano posto e sintesi anche le varie vicende della nostra vita di quest’anno trascorso”.

“In questo Anno giubilare” Francesco ricorda con forza la vicinanza del Signore, la misericordia, la speranza:
“La compagnia della misericordia è luce per comprendere meglio quanto abbiamo vissuto e speranza che ci accompagna all’inizio di un nuovo anno”.


Il Papa ricorda che i giorni dell’anno trascorso possono essere visti come “un ricordo di fatti e avvenimenti che riportano a momenti di gioia e di dolore”, oppure nel tentativo "di comprendere se abbiamo percepito la presenza di Dio che tutto rinnova e sostiene con il suo aiuto”:“Siamo interpellati a verificare se le vicende del mondo si sono realizzate secondo la volontà di Dio oppure se abbiamo dato ascolto prevalentemente ai progetti degli uomini, spesso carichi di interessi privati, di insaziabile sete di potere e di violenza gratuita”.

Francesco invita a “focalizzare” i segni “che Dio” “ha concesso”, per “toccare con mano la forza del suo amore misericordioso”; parla “di grandi gesti di bontà”, a fronte di tante sofferenze:
“Non possiamo dimenticare che tante giornate sono state segnate da violenza, da morte, da sofferenze indicibili di tanti innocenti, di profughi costretti a lasciare la loro patria, di uomini, donne e bambini senza dimora stabile, cibo e sostentamento”.

Il Papa, però, ricorda anche tanta “bontà, amore e solidarietà” che “hanno riempito le giornate di quest’anno", benché non siano diventate "notizie dei telegiornali! Le cose buone - afferma - non fanno mai notizia": "Questi segni di amore non possono e non devono essere oscurati dalla prepotenza del male. Il bene vince sempre, anche se in qualche momento può apparire più debole e nascosto".

Poi guarda alla città di Roma che, dice, “non è estranea a questa condizione del mondo intero”. Quindi invita tutti gli abitanti ad “andare oltre le difficoltà del momento presente”, nell’impegno “a recuperare i valori fondamentali di servizio, onestà e solidarietà” per superare “le gravi incertezze che hanno dominato la scena di quest’anno, e che sono sintomi di scarso senso di dedizione al bene comune”:
“Non manchi mai l’apporto positivo della testimonianza cristiana per consentire a Roma, secondo la sua storia, e con la materna intercessione di Maria Salus Populi Romani, di essere interprete privilegiata di fede, di accoglienza, di fraternità e di pace”.
Visita al Presepe in Piazza San Pietro


Dopo l'omelia le note del Magnificat sono risuonate nella Basilica Vaticana, quindi il silenzio durante l'esposizione della Santissima Eucaristia e il canto del tradizionale inno del Te Deum. Al termine della celebrazione il Papa si è recato in Piazza San Pietro per visitare il Presepe e salutare alcuni fedeli presenti che lo hanno accolto con il calore e la gioia di sempre.
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