giovedì 26 marzo 2015
I senzatetto hanno visitato i Musei Vaticani, divisi in 3 gruppi e con le guide. Poi l'incontro con Francesco, che li aveva invitati tramite l'Elemosineria, circondati dalla bellezza. (Mimmo Muolo)
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Erano già stati avvolti dal distillato di bellezza ammirata a quel momento. Ma quando nella Cappella Sistina è entrato il Papa, l’emozione è stata ancora più viva e profonda. Francesco e i suoi amici senza fissa dimora. Stretti nell’abbraccio di quella che un giorno san Giovanni Paolo II definì la «policromia michelangiolesca». Uno dei luoghi più sacri della cristianità, l’ambiente che da secoli vede l’alba di ogni pontificato, compreso quello dell’uomo vestito di bianco che in quel momento era davanti a loro, si è aperto ieri pomeriggio per lasciar entrare 150 senzatetto. Fotografie e filmati ufficiali non ce ne sono. Per espressa volontà del Papa. Che nel dare il suo beneplacito all’iniziativa dell’Elemosiniere pontificio, l’arcivescovo Konrad Krajewski, ha voluto che a parlare fossero solo la bellezza dei luoghi e la verità di ognuna di queste vite. Senza nessun’altra speculazione possibile.

Non è comunque difficile immaginarsela, la scena dell’incontro. Anche solo attraverso le parole del sobrio comunicato del vicedirettore della Sala Stampa vaticana, padre Ciro Benedettini. Un incontro semplice, gioioso, familiare, come è confermato dal fatto che Francesco fosse «accompagnato – si legge nella nota – solo da un maggiordomo». E poi quello stringersi di mani, come tra padre e figli, l’incontro degli sguardi, i sorrisi, qualche lacrima che sicuramente avrà solcato i canyon scolpiti fra le rughe di quei 150 volti. Quando il Papa ha preso la parola l’idea di famiglia si è fatta palpabile. «Benvenuti – ha detto Francesco –. Questa è la casa di tutti, è casa vostra. Le porte sono sempre aperte per tutti». Il Pontefice ha quindi ringraziato monsignor Krajewski per aver organizzato la visita, che ha definito «una piccola carezza» per gli ospiti. E poi ha aggiunto: «Pregate per me. Ho bisogno della preghiera di persone come voi. Il Signore vi custodisca, vi aiuti nel cammino della vita e vi faccia sentire il suo amore tenero di Padre». Il Papa ha infine salutato i presenti uno ad uno, intrattenendosi con gli ospiti per oltre 20 minuti. I senzatetto erano entrati in Vaticano dal cancello Petriano, il varco presidiato dalle guardie svizzere che immette sullo slargo antistante l’Aula "Paolo VI". Qui erano stati divisi in tre gruppi, ciascuno affidato a una guida, ed avevano ricevuto gli auricolari per ascoltare le spiegazioni. Infine erano giunti ai Musei Vaticani costeggiando l’abside della Basilica. Per prima cosa hanno visitato la sezione, recentemente riallestita, del padiglione delle Carrozze, dopodiché attraverso la Scala Simonetti, sono saliti alle gallerie superiori dei "Candelabri" e delle "Carte geografiche", fino alla Sistina. Dopo l’incontro con il Pontefice e la visita guidata alla Cappella, gli ospiti sono andati al Posto di ristoro all’interno dei Musei. Erano circa le sei del pomeriggio e quindi, consumata la cena, sono usciti dallo stesso ingresso di entrata. La visita di ieri si aggiunge ai numerosi gesti di attenzione del Papa verso i clochard. Bagni e docce, barbiere ogni lunedì e l’invito alla Messa di Santa Marta e alla successiva colazione di tre di essi il giorno del suo primo 77° compleanno.

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