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CONSIGLIO PERMANENTE CEI
C'è un'Italia che resiste
 
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Il cardinale Bagnasco ha aperto questo pomeriggio i lavori del Consiglio permanente della Cei, che proseguiranno fino a giovedì. In mattinata il presidente della Cei è stato ricevuto dal Papa, in udienza nel palazzo apostolico di Castelgandolfo. Nella Prolusione, il cardinale affronta subito il tema più drammatico di questi mesi, la crisi economica, che "interroga" i vescovi.

UN POPOLO TENACE, NON SCORAGGIAMOCI Occorre reagire alla tentazione dello scoraggiamento - dice Bagnasco riecheggiando le parole del Papa -, ma c'è una carenza di una visione globale, capace di tenere insieme i diversi aspetti dei problemi. "Il nostro popolo tiene, resiste, non si arrende e vuol reagire, esige la nuda verità delle cose".  Gli italiani sono capaci di sacrifici ma non più a occhi chiusi.

TESTIMONI ATTENDIBILI DELLA SALVEZZA Il cardinale spiega che non si può essere "indifferenti alla sorte di chi è più sfortunato di noi", e cita i testimoni forti del nostro tempo: don Ivano Martini, il parroco morto nel terremoto dell'Emilia, il cardinale Martini, mons. Maffeo Ducoli, vescovo emerito di Belluno, deceduto di recente e poi i coraggiosi sacerdoti e vescovi del Sud, impegnati a riscattare la loro terra.

 
CHIESA UNITA INTORNO A PIETRO Bagnasco rimanda poi alla figura di Benedetto XVI, "nitida e disarmante". Ed ecco il grido di orgoglio: "La Chiesa non è moribonda, ma è forse l'unica a lottare per i diritti veri dei bambini, degli anziani e deglia mmalati, della famiglia, mentre la cultura dominante vorrebbe isolare e sterilizzare ciò che di umano resta nella nostra civiltà".

UN ANNO PASTORALE BENEDETTO All'avvio dell'anno pastorale nelle comunità cristiane, un pensiero va all'appuntamento di ottobre con il Sinodo mondiale dei vescovi sulla Nuova evangelizzazione e sul successivo Anno della fede. L'invito a di sviluppare al massimo le potenzialità delle comunità, per "bussare a ogni porta e a offrirci alla libertà di ogni famiglia".

PORTA DELLA FEDE E SGUARDO SUL MONDO
Il cardinale volge lo sguardo ai "fantasmi anti-religiosi" che fanno la loro comparsa anche in Europa e ai cristiani perseguitati in troppe parti del mondo, nella "sostanziale indifferenza della comunità internazionale", e invoca il rispetto e la libertà religiosa. 

SACERDOTI ENTUSIASTI, LAICI COERENTI Un capitolo della prolusione è dedicati a ruolo del clero e al laicato. In un'epoca di forte crisi delle vocazioni, "le anime cercano preti entusiasti, con una chiara identità, che li renda presenti nel mondo senza che siano del mondo". Quanto al laicato, serve un nuovo slancio e di una nuova generazione di politici cristianamente ispirati, capaci di dire una parola chiara e coraggiosa.

L'ITALIA ESCA DAL VICOLO CIECO Dato il momento particolarmente serio, la Chiesa fa appello alla responsabilità della società, perché "è necessario stringere i ranghi per amore al Paese": è l'ora di una "solidarietà lungimirante" - dice Bagnasco - che si concentri sui problemi dell'economia, del lavoro, della rifondazione dei partiti, delle procedure partecipative ed elettive, di una lotta inesorabile alla corruzione. "Dispiace molto che anche dalle Regioni stia emergendo un reticolo di corruttele e di scandali, inducendo a pensare che il sospirato decentramento dello Stato in non pochi casi coincide con una zavorra inaccettabile. Che l’immoralità e il malaffare siano al centro come in periferia non è una consolazione, ma un motivo di rafforzata indignazione, che la classe politica continua a sottovalutare. Ed è motivo di disagio e di rabbia per gli onesti. Possibile che l’arruolamento nelle file della politica sia ormai così degradato? Si parla di austerità e di tagli, eppure continuamente si scopre che ovunque si annidano cespiti di spesa assurdi e incontrollati".

Alla luce di questo, occorre prepararsi con rigore e intelligenza alle prossime elezioni, per un rinnovamento reale delle formazioni politiche.

POVERTA' CRESCENTE, ASSILLO PER I GIOVANI La crisi morde ed è l'ora della "solidarietà lungimirante". Il clientelismo ha creato nel tempo situazioni oggi insostenibili e i giovani sono il nostro maggiore assillo, con le piaghe del precariato, che sta diventando anche una "malattia dell'anima". "Siamo con questi giovani - scandisce Bagnasco - perché è intollerabile lo sperpero antropologico di cui, lo malgrado, sono attori.

FAMIGLIA E VITA, IMPEGNO ANCHE LAICISSIMO "La gente non perdonerà la poca considerazione verso la famiglia così come la conosciamo", dice il presidente della Cei. "Specialmente in tempo di crisi si finisce per parlare d'altro, per esempio si discute di unioni civli che sono sostanzialmente un'imposizione simbolica, tanto poco in genere vi si è fatto ricorso là dove il registro è stato approvato". Si parla di libertà di scelta, osserva il cardinale, ma si vogliono assicurare gli stessi diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza l'aggravio dei suoi doveri. "Si modifica così il significato proprio del matrimonio, segnando il pensare sociale e l'educazione dei figli". Riconoscere le unioni di fatto non è neutrale, pur non obbligando alcuni, è fortemente condizionante per tutti. "Perché non si vuol vedere? Non si vuole riconoscere le conseguenze nefaste di queste apparenti avanguardie?". Bagnasco poi invoca sostegni per la famiglia, come luogo privilegiato su cui si fonda una società. "Un impegno sacrosanto e insieme laicissimo".

Nello stesso modo, si attende il varo definitivo, da parte del Senato, del provedimento relativo al fine vita (Dat). "Rimane un ultimo passo da compiere, se non si vuole che un'altra legislatura si chiuda con un nulla di fatto". La Chiesa è ugualmente impegnato nella salvaguardia della dignità degli embrioni, così come dei migranti che varcano il mare alla ricerca di una vita migliore.

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