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L'ANNIVERSARIO
Pellegrini sulle orme di papa Luciani
​Nell’anno centenario della nascita di papa Albino Luciani sono due le celebrazioni che Canale d’Agordo, il paese natale del futuro Giovanni Paolo I, ospita domani, giorno dell’anniversario della sua elezione al soglio di Pietro, avvenuta nel 1978. Alle 10.30 sarà il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, a presiedere nella chiesa parrocchiale la Messa con i cinquanta pellegrini che, a piedi, da tre giorni stanno percorrendo un itinerario tutto «lucianeo», da Agordo, dove il giovane sacerdote Albino Luciani fu vicario parrocchiale dal 1935 al 1937, a Canale d’Agordo. Si tratta degli esercizi spirituali itineranti che nel 2012 hanno per tema «L’umile Signore del creato».
Sempre domani alle 16.30 nella piazza del paese, si svolgerà la concelebrazione solenne presieduta dal cardinale Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la famiglia. Il cardinale Antonelli, reduce dal VII Incontro mondiale delle famiglie, svoltosi dal 28 maggio al 3 giugno scorsi a Milano, ha accolto l’invito a ricordare la vocazione di Albino Luciani come frutto del contesto familiare e parrocchiale.
Il triduo di preparazione si è aperto ieri con la solenne Via Crucis ad Agordo. Questa sera, alle 21, la serata di musica e le testimonianze in piazza «Papa Luciani». Le due celebrazioni di domani, peraltro, saranno il culmine di un’estate tutta lucianea, iniziata ancora a maggio con la «Prozesion de Santa Cros», una processione in cui in dodici ore di cammino la Croce tocca tutte le frazioni della vallata, presieduta dall’arcivescovo Cyril Vasil, segretario della Congregazione per le Chiese orientali. La domenica di Pentecoste tutti i ragazzi dell’Agordino hanno partecipato alla giornata «Albino Luciani, un ragazzo come noi».

L’arcivescovo Marcello Bartolucci, segretario della Congregazione per le cause dei santi, ha presieduto la celebrazione del Corpus Domini il 7 giugno scorso, proseguendo la serie di vescovi e cardinali giunti a Canale e nell’Agordino: il cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei santi, nella festa del patrono san Giovanni Battista; il rettore della Pontificia Università Lateranense, il vescovo Enrico dal Covolo, postulatore della causa di beatificazione; il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, che appena sabato scorso ha ricordato nella vicina Caviola un altro servo di Dio battezzato al fonte di Canale d’Agordo: il gesuita padre Felice Cappello, il confessore di Roma, morto nel 1962.

Il 13 luglio scorso, nella sala consiliare di Canale d’Agordo, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e l’inviata di Avvenire Marina Corradi hanno ricordato il Luciani giornalista e comunicatore. Alla figura di papa Luciani hanno dedicato i propri appuntamenti di quest’anno anche la sezione alpina del Club alpino italiano del Comune di Canale per il suo raduno del 29 luglio, il primo corso per animatori di Orienteering «Trovati la strada», e anche il simposio di scultura su legno di cirmolo con nove scultori italiani ed esteri.
Il centenario di Luciani, che ha per tema «Io sono il piccolo di una volta», una frase pronunciata dal vescovo Luciani nel suo primo Pontificale nel paese d’origine, «è soprattutto il centenario del Battesimo di Luciani», dice il parroco di Canale d’Agordo, don Mariano Baldovin. «Luciani fu battezzato lo stesso giorno della nascita perché in pericolo di vita: in lui la vita naturale e la vita di grazia sono iniziate contemporaneamente».

Giuseppe Bratti
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