giovedì 10 aprile 2014
"Un delitto contro l’umanità”. Così Francesco ha definito la tratta degli esseri umani. E ha ascoltato e incoraggiato 4 ex prostitute.
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“Un delitto contro l’umanità”. Con queste parole Papa Francesco ha definito la tratta degli esseri umani, incontrando nell’aula magna della Pontificia Accademia delle Scienze i partecipanti alla Conferenza internazionale dedicata a questo terribile fenomeno.“La tratta di esseri umani è una piaga, una piaga, nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo. È un delitto contro l’umanità”.Papa Francesco, prima di parlare ai partecipanti alla conferenza contro la tratta, ha incontrato quattro ex prostitute: quattro giovani straniere che ora vivono sotto protezione. Il Papa ha ascoltato le loro storie e le ha incoraggiate a superare i traumi e ad andare avanti nella vita con determinazione e serenità. Le donne, vittime della tratta, hanno tutte alle spalle esperienze traumatiche: c'è chi tra loro è stata costretta oltre che alla prostituzione anche a prestarsi come corriere della droga, tutte hanno subìto violenze e sono state coinvolte nelle attività della criminalità organizzata. Hanno però trovato il coraggio di ribellarsi alle loro situazioni di schiavitù, intraprendendo un percorso di recupero e denunciando i propri sfruttatori. L'incontro col Papa è stato descritto come "toccante", in particolare per lo stato psicologico, ancora molto provato, delle vittime. Tutte avevano manifestato un forte desiderio di incontrare Francesco per esprimergli il loro impegno nel cambiamento di vita. L’abominio di commerciare in donne, bambini, uomini: Papa Francesco parla come se le ferite sulla “carne di Cristo” fossero incise sulla sua. Tutti sanno che da sempre questo “triste fenomeno”, come lo definisce, è per lui un campo di lotta e il faccia a faccia con i partecipanti alla Conferenza internazionale sulla tratta è l’occasione per esprimere il suo sdegno, ma soprattutto l’urgenza della solidarietà con le vittime, ispirata dalla fede: “E’ un incontro, un incontro importante, ma anche è un gesto: è un gesto della Chiesa, un gesto delle persone di buona volontà che vuol gridare ‘basta!’ (...) Il fatto di trovarci qui, per unire i nostri sforzi, significa che vogliamo che le strategie e le competenze siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica, dalla prossimità agli uomini e alle donne che sono vittime di questo crimine”. Papa Francesco ringrazia tutti i vescovi di Inghilterra e Galles per aver promosso la Conferenza e ringrazia il cardinale Nichols, accanto al quale siede come un conferenziere qualsiasi tra i banchi dell’aula magna della Casina Pio IV. Di fronte e ai lati del Papa si scorgono anche molte divise, quelle delle autorità di polizia che combattono questo tipo di traffico. Papa Francesco mette insieme il loro servizio, basato sul “rigore della legge”, e quello degli operatori umanitari, chiamati a esprimere soprattutto “accoglienza, calore umano” e offrire una “possibilità di riscatto” per le vittime: “Sono due approcci diversi, ma che possono e devono andare insieme. Dialogare e confrontarsi a partire da questi due approcci complementari è molto importante. Per questo motivo incontri come questo sono di grande utilità, direi necessari”.

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