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La visita a Napoli

Giovani e anziani necessari per un futuro

 
21 marzo 2015
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Il Papa in Duomo
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17.00 Papa Francesco è andato al lungomare Caracciolo dove lo aspettavano i giovani, centomila, con i quali ha avuto una conversazione a 360 gradi.
"Preghiamo per i giovani, oggi è il giorno della primavera, giorno della speranza, giorno dei giovani - ha detto tra l'altro il Papa -, ogni primavera si riprende la strada della gioventù, si fiorisce un'altra volta. Ai giovani: non perdere speranza di andare avanti sempre. Agli anziani: portare avanti la saggezza della vita, gli anziani sono come il buon vino quando invecchia, qualcosa che serve ai giovani, giovani e anziani insieme. I giovani hanno la forza, gli anziani la memoria e la saggezza. E un popolo che non cura i giovani e li lascia senza lavoro disoccupati e che non cura gli anziani non ha futuro. E se noi vogliamo che il nostro popolo abbia futuro, abbiamo cura dei giovani, cercando per loro il lavoro, strade di uscita da questa crisi, dando loro valori dell'educazione, e cura degli anziani che portano saggezza della vita".

Papa Francesco ha anche condannato in modo molto esplicito "quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che fa tanta confusione".
"La famiglia - ha aggiunto - è sotto attacco: c'e un secolarismo attivo, ci sono colonizzazioni ideologiche non solo in Europa, una cultura che non vuole far vedere la famiglia, per la quale è meglio non sposarsi, rimanere a casa".
"Mi congedo da Napoli e ritorno a Roma, vi auguro il meglio e ca 'a Madonna v'accompagne", sono state le parole con le quali Papa Francesco ha lasciato il palco alla Rotonda Diaz accompagnato dalle note della canzone O sole mio. Infine si è recato alla Stazione Marittima per ripartire in elicottero per Roma.

16.20 "Quanto è necessaria l'umanizzazione della medicina, e quanti benefici può portare, là dove si riesce a viverla, a tutti i malati e ai loro familiari!". Lo ha detto Papa Francesco ai malati, che ha incontrato nella basilica del Gesù Nuovo. "Quanto è importante per i medici, lo sapete bene voi che siete qui presenti, avere questa sensibilità testimoniata da san Giuseppe Moscati nel trattare con gli ammalati e i sofferenti!" ha continuato ricordando il medico canonizzato le cui reliquie sono custodite proprio nella chiesa del Gesù Nuovo. "Conosco l'impegno della Chiesa qui a Napoli - ha aggiunto - che, come il santo dottore Moscati, scende per strada, tra i vicoli, tra la gente sofferente per far conoscere che Gesù è vicino, si china sulle sue piaghe,le cura, le medica come buon Samaritano, e la risolleva. Vi incoraggio ad andare avanti in questo lavoro che è un'opera di misericordia".
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16 Papa Francesco è uscito dalla cattedrale tra gli applausi della folla e si è spostato alla basilica del Gesù nuovo per incontrare gli ammalati. Prima di entrare nella Basilica, Francesco si è avvicinato ad alcuni  disabili che lo stavano aspettando. Li ha abbracciati e baciati, tra loro diversi bambini. "Dov'è questo ragazzo? Fatemelo incontrare". Un gesto evidente della mano e Francesco si è avvicinato ad Antonio, un disabile in carrozzella che lo stava aspettando davanti alla chiesa". Era stato il suo accompagnatore, Salvatore, a chiedere al Papa di dedicargli un attimo. Antonio ora mostra la corona regalatagli da Francesco: "È incredibile, sono troppo emozionato".

15 Il Papa ha raggiunto il Duomo di Napoli per incontrare i sacerdoti, i religiosi, i diaconi permanenti e i seminaristi. Esposte, per il suo arrivo, le reliquie del sangue di San Gennaro. Percorrendo la navata centrale della Cattedrale, Francesco ha incontrato don Maurizio Patriciello, il parroco antiroghi di Caivano, con il quale ha avuto un breve ma intenso colloquio. Le suore di clausura, uscite oggi dai monasteri con una deroga speciale, sono salite sull'altare maggiore, circondando il Papa per salutarlo. Il discorso di Francesco è stato un inno allo "spirito di povertà" che deve animare i consacrati. "Quanti scandali nella Chiesa e quanta mancanza di libertà per i soldi!". E ai seminaristi ha detto che "il centro deve essere Gesù. La gioia di andare dietro a Gesù non me la toglie nessuno. Se non siete sicuri che Gesù è il centro della vostra vita, aspettate più tempo per essere sicuri della vostra ordinazione perché al contrario incomincerete un cammino che non sapete come finirà". La meditazione è stata pronunciata a braccio, con una serie di "testimonianze" che i consacrati possono dare al popolo. Io chiedo a tutti di esaminare la coscienza: come va la mia vita di povertà, anche nelle piccole cose, che uno sia religioso o no".

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Alla fine il Papa ha baciato l'ampolla di San Gennaro e il sangue si è liquefatto, con grande entusiasmo dei fedeli.
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Pranzo con i detenuti delle carceri napoletane di Poggioreale, Secondigliano e dell'istituto minorile di Nisida per Papa Francesco, giunto alla Casa circondariale "Giuseppe Salvia". Accolto dal direttore del carcere di Poggioreale Antonio Fullone e dal cappellano don Franco Esposito, Papa Francesco si è recato nella cappella oggi in via straordinaria trasformata in "sala da pranzo" e dove ha assaggiato pietanze preparate dagli stessi detenuti.

"Cari fratelli, conosco le vostre situazioni dolorose: mi arrivano tante lettere - alcune davvero commoventi - dai penitenziari di tutto il mondo. I carcerati troppo spesso sono tenuti in condizioni indegne della persona umana, e dopo non riescono a reinserirsi nella società. Ma grazie a Dio ci sono anche dirigenti, cappellani, educatori, operatori pastorali che sanno stare vicino a voi nel modo giusto". Così Papa Francesco nel discorso consegnato ai carcerati di Poggioreale. "Ci sono alcune esperienze buone e significative di inserimento", prosegue Jorge Mario Bergoglio. "Bisogna lavorare su questo, sviluppare queste esperienze positive, che fanno crescere un atteggiamento diverso nella comunità civile e anche nella comunità della Chiesa. Alla base di questo impegno c'è la convinzione che l'amore può sempre trasformare la persona umana. E allora un luogo di emarginazione, come può essere il carcere in senso negativo, può diventare un luogo di inclusione e di stimolo per tutta la società, perché sia più giusta, più attenta alle persone".

11.35
"Cari napoletani, largo alla speranza, e non lasciatevi rubare la speranza! Non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i giovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio della droga e altri crimini". Così il Papa nella messa in Piazza del Plebiscito. Oltre 60mila i fedeli presenti in piazza. Gran folla anche nei pressi della piazza, in particolare a piazza Trieste e Trento e in via Cesario Console, dove sono stati installati due maxischermi. "Tutto esaurito" anche sui balconi dei palazzi che affacciano sulla grande piazza e c'è chi ha deciso di sfruttare la sua posizione per esporre ritratti del Papa o bandiere vaticane.
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"La corruzione e la delinquenza non sfigurino il volto di questa bella città! E di più non sfigutrino la gioia del vostro cuore napoletano". Questo l'appello lanciato da Papa Francesco durante la messa in piazza Plebiscito. Secondo Bergoglio, "è tempo di riscatto per Napoli". "Dio - ha assicurato il Papa - vive a Napoli! Fonte della nostra gioia e ragione della nostra speranza, Dio vive nelle nostre città: la sua grazia e la sua benedizione sostengano il vostro cammino nella fede, nella carità e nella speranza, i vostri propositi di bene e i vostri progetti di riscatto morale e sociale. E - ha concluso - 'ca 'a Maronna v'accumpagne!'".

9.40 I giovani, i migranti, la mancanza di lavoro, il lavoro nero, la corruzione, la vita a Napoli, il futuro della città: questi alcuni temi toccati da Papa Francesco nel suo primo discorso a Napoli, "Voi appartenete a un popolo dalla lunga storia, attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste". "Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza. Lo ruba a sé stesso e a tutti, a tanta gente onesta e laboriosa, alla buona fama della città, alla sua economia" ha detto Papa Francesco. "Il lavoro che manca ai giovani, in un quartiere come questo ma in tante altre parti - per il Papa - è un grido, che sale forte e acuto". "Quando non si guadagna il pane - ha osservato Bergoglio - si perde la dignità. Questa mancanza di lavoro ci ruba la dignità».


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  "I migranti sono persone di seconda classe?". Papa Francesco lo ha chiesto ai fedeli di Scampia. "Vorrei rispondere - ha detto - a chi ha parlato a nome degli immigrati e dei senza fissa dimora ed ha chiesto una parola che assicuri loro che sono figli di Dio". "Ma è necessario - ha gridato il Papa - arrivare a questo? I migranti sono di seconda classe? Dobbiamo far sentire loro che sono come noi, cittadini. Tutti siamo migranti in questa terra". 

 

 

 Il Papa a Scampia

 

Papa Francesco ha benedetto i fedeli, al termine del discorso tenuto nel quartiere napoletano di Scampia, con la frase in napoletano solitamente pronunciata dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe: "A Maronna v'accumpagne", ha detto papa Francesco e la folla ha salutato con un lungo applauso.

9.30
"In questi due anni di Pontificato, Lei ha dimostrato di conoscere il linguaggio del cuore per parlare con la gente; è il linguaggio dei napoletani". È quanto ha detto l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, accogliendo a Napoli, nel quartiere napoletano di Scampia, papa Francesco. "Vedrà che Napoli le piacerà e, con essa, i napoletani", ha aggiunto ancora Sepe. "Ce lo dirà alla fine di questa intensa giornata, a via Caracciolo, nell'incontro con i giovani", ha detto sempre l'arcivescovo di Napoli. E dopo averla conosciuta - ha concluso fiducioso Sepe - "Le verrà il desiderio di tornare. Lo speriamo, perché le vogliamo bene e sentiamo che lei è uno di noi".

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9.10 L'elicottero con a bordo Papa Francesco è atterrato a Scampia, prima tappa della sua giornata napoletana. Ora l'incontro con la gente del quartiere simbolo di degrado, con i giovani, con i lavoratori. Ad attenderlo, anche il sindaco Luigi de Magistris, tra le autorità presenti. Dalle finestre di una delle vele, uno striscione per ricordare la Terra dei fuochi e l'emergenza roghi tossici. Un gruppo di ragazzi di scampia si è avvicinato al Papa, e molti di loro lo hanno abbracciato e baciato sulla guancia, e armati dell'immancabile telefonino hanno fatto diversi 'selfie' con il Papa, che è apparso divertito.

9.00 Piccolo fuori programma dell'elicottero del Papa. Durante il viaggio l'elicottero ha sorvolato piazza del Plebiscito, dove Papa Francesco giungerà alle 11, e dove sono già migliaia i fedeli nei settori riservati agli ospiti e ai posti in piedi. Al momento del passaggio i fedeli hanno applaudito e sventolato le bandierine bianche e gialle realizzate appositamente per la visita e distribuite dai tanti volontari impegnati in piazza.

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8.40 "Grazie tante per questa calorosa accoglienza. Ho pregato la Madonna perché ci benedica tutti, voi, me, tutto il mondo. Pregate per me, non dimenticatevene. Adesso vi invito a pregare un'Ave Maria alla Madonna". Con un fuori programma il Papa ha voluto salutare la folla di pellegrini. Il Papa si è fermato sul sagrato della Basilica. Dopo la recita dll'Ave Maria il Papa si è allontanato esclamando:  "Arrivederci presto". Alle 8.50 Il Papa è partito da Pompei in elicottero verso Scampia, dov'è atteso intorno alle 9:00 per la prima tappa della sua visita a Napoli.

8.10 Bergoglio è entrato nel Santuario di Pompei, dove ha trovato ad attenderlo almeno 3mila persone, per un momento di preghiera e per recitare la piccola supplica alla Madonna del Rosario. Francesco si è raccolto in preghiera per alcuni minuti davanti all'immagine della Beata Vergine del Rosario. Quindi ha recitato la sua supplica. «Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell'odio e del sangue», ha detto tra l'altro il Pontefice. «Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono», ha aggiunto. Il Papa nel breve percorso in papamobile verso il Santuario ha preso in braccio e baciato diversi bambini piccoli. ​

7.50 L'elicottero con a bordo Papa Francesco è atterrato nell'area predisposta alle spalle del santuario dedicato alla Beata Vergine del Rosario di Pompei. Ad accogliere il Pontefice alla scaletta, l'arcivescovo Tommaso Caputo e il sindaco Ferdinando Uliano.
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