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«Siamo umili come Gesù Bambino»
 
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"Buon giorno fratelli e sorelle. Un giorno un po' freddo eh?". Così Papa Francesco ha iniziato l'udienza del mercoledì, l'ultima del 2015, in piazza San Pietro. Molti i fedeli presenti benché a Roma in questa giornata le temperature siano molto rigide. Bergoglio indossa un cappotto e una sciarpa bianca.

L'udienza è stata dedicata al presepe e in particolare al Bambino Gesù come immagine del mistero di Dio."Sono sicuro - ha detto il Papa - che nelle nostre case ancora tante famiglie hanno fatto il presepe portando avanti questa bella tradizione che risale a san Francesco  d'Assisi e mantiene vivo nei nostri cuori il mistero di Dio che si fa uomo".

"Ecco un mistero grande: Dio, che è grande, è umile e si fa bambino, e noi che ci crediamo grandi non siamo niente". Il suggerimento di Papa Francesco e questo: "Per capire Dio che si è fatto bambino dobbiamo guardare ai bambini".

"È - ha spiegato - una bella abitudine che hanno i genitori e i nonni quella di guardare i bambini. Essi - ha aggiunto - vogliono stare al centro perché hanno bisogno di sentirsi protetti. Far giocare un bambino significa abbandonare la nostra logica per entrare nella sua:
se vogliamo che si diverta dobbiamo fare le cose che piacciono a lui. Siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia. Lo stesso vale per Gesù: noi abbiamo la responsabilità di proteggerlo, desidera essere essere protetto tra le nostre braccia. Stringiamo dunque tra le nostre braccia il Bambino Gesù, mettiamoci al suo servizio. Sarà bello quando torniamo a casa andare vicino al presepe, baciare il Bambino Gesù e chiedergli questa grazia".

Al termine della catechesi Papa Francesco ha rivolto un invito alla preghiera per le vittime delle calamità naturali che hanno colpito gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'America del Sud, "specialmente il Paraguay, causando purtroppo vittime, molti sfollati e ingenti danni", ha sottolineato il Papa. Da qui l'appello: "La solidarietà fraterna li soccorra nelle loro necessità".
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