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Libri per riscoprire Paolo VI
Enrico Lenzi
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È davvero ampia la produzione libraria di monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, sulla figura e l’opera di Paolo VI. Un’opera che permette davvero di riscoprire e rileggere quanto papa Montini ha fatto durante il suo ministero sacerdotale, episcopale e, infine, papale. Sulla stessa scia si pongono anche altri due libretti mandati in stampa con le Edizioni Viverein nei mesi scorsi.

Il primo, dal titolo "Paolo Vi ai vescovi italiani" (pagine 52, euro 5) ripropone al lettore il discorso che il Papa fece alla Conferenza episcopale italiana  il 14 aprile 1964. Un testo così attuale in alcuni passaggi che l’attuale Papa lo volle regalare ai vescovi italiani nel corso dell’Assemblea generale del maggio 2014.
 
A rendere ancora più interessante il volume - così come accade nelle ultime pubblicazioni curate dal reggente della Casa Pontificia - la riproposizione del testo autografo di Paolo VI, che permette di cogliere anche quelle correzioni o cambiamenti - a dire il vero davvero poche - che il Pontefice apportava ai testi da lui scritti a penna.
 
E guardando quelle pagine si può notare come Montini avesse le idee chiare parlando del ruolo e dei compiti che la Chiesa italiana era chiamata ad assumersi. Ecco allora emergere tra i punti critici il come intendere la vita religiosa (siamo ancora negli anni del Concilio Vaticano II), la questione morale nel privato e nel sociale, la vicinanza dei vescovi ai propri sacerdoti, e il sostegno e l’attenzione alla stampa cattolica.

Il secondo libro curato da padre Sapienza - dal titolo "Ai laici" (pagine 82, euro 5) -, si occupa di Giovanni Battista Montini, all’epoca del suo magistero come arcivescovo di Milano. Siamo nel 1957 e all’arcivescovo Montini viene chiamato a tenere una relazione al secondo Congresso mondiale dell’Apostolato dei laici, che si svolge a Roma dal 5 al 13 ottobre di quell’anno.

Il Concilio è ancora lontano, regna Pio XII e per i laici il ruolo non è quello da protagonisti. Eppure nel suo testo l’arcivescovo Montini dice con chiarezza che «una delle grandi sfide per la Chiesa in questo momento far crescere in tutti i fedeli il senso di responsabilità personale nella missione della Chiesa e renderli capaci di adempiere tale responsabilità come discepoli missionari, come fermento del Vangelo nel nostro mondo». Ancora una volta parole di grande attualità.

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