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SARAJEVO
Dal muftì di Bosnia il dono dell'Haggadah
al gran rabbinato di Israele
 
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​E’ istoriata con miniature uniche al mondo, la celeberrima Haggadah di Sarajevo. Una copia speciale sarà consegnata dal Gran Mufti di Bosnia Erzgovina, Mustafa Cerić, agli inviati del Gran Rabbinato di Israele e ai rappresentanti della comunità ebraica mondiale che partecipano al Meeting Interreligioso mondiale "Living together is the future", che si terrà a Sarajevo dal 9 all’11 settembre 2012.
Organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle comunità islamica, ortodossa, cattolica ed ebraica della Bosnia Erzegovina, avrà un momento solenne, nella celebrazione di apertura che prevede l’intervento del presidente del consiglio italiano Mario Monti, con la consegna di una copia speciale della Haggadah di
Sarajevo destinata a  Gerusalemme.

La copia autentica di una delle Haggadah (tipo di narrazione del Talmud e di parte della liturgia ebraica) più famose del mondo è conservata  nel Museo Nazionale della Bosnia Erzegovina dopo aver attraversato i secoli in maniera burrascosa.
Creata a Barcellona attorno al 1350, lasciò la Spagna centocinquanta anni dopo quando gli ebrei ne furono espulsi a seguito del Decreto di Alhambra nel 1492. Riapparve a Venezia nel 1609 per poi inabissarsi nuovamente in quei territori di confine tra l’Impero Ottomano e le monarchie d’occidente. Poi riapparve nel 1894 a Sarajevo, e venne collocata nel Museo Nazionale della Bosnia Erzegovina che l’ha acquisita dalla famiglia di Josef Kohen. E’ un grande documento della religiosità mondiale che è stato conservato nel mondo musulmano e salvato dalla distruzione.

La storia della Haggadah si incrocia con le guerre nei Balcani e con le guerre contemporanee. I nazisti, quando occuparono la Bosnia Erzegovina, tentarono di appropriarsene, nel 1942. Nascosta  dal direttore della libreria del Museo, Derviš Korkut, venne depistata la ricerca del generale tedesco  responsabile della zona. La storia di Korkut e della Haggadah nascosta si accompagna a quella del rifugio offerto anche a una donna ebrea, mentre l’opera miniata è stata conservata in un villaggio bosniaco fino alla fine della guerra mondiale.  Derviš e sua moglie Servet Korkut  sono stati proclamati giusti tra i giusti dal Yad Vashem Holocaust Memorial di Gerusalemme.

Ma le sfide per l’Haggadah di Sarajevo non erano finite, e si sono ripresentate tra il 1992 e il 1995. Stavolta
fu il professor Emir Imamović, direttore del Museo Nazionale, a mettere in salvo il testo sacro, visto che il Museo era proprio sulla linea del fronte, al centro dei bombardamenti e degli scontri.
Dalla fine della guerra l’Haggadah di Sarajevo è esposta nel Museo Nazionale di Sarajevo. Per la Pesach del 2006 ne sono state riprodotte copie identiche e numerate. «E’ la testimonianza della Bosnia multietnica. E’ una prova che, anche nei tempi peggiori, i tesori degli altri non sono stati distrutti». Cosi ne parla Jacob Finci, Presidente della Comunità ebraica di Bosnia: «E’ per questo che l’originale deve rimanere qui nei Balcani».
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