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Galantino a TV2000
«Unioni civili, la politica ricordi:
la famiglia è un bene della società»
 
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​Palazzo Madama. Il Senato discute del Ddl Cirinnà sulle unioni civili (Fotogramma)

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“Quello delle unioni civili è inevitabilmente un tema che sta toccando la politica e mi piacerebbe che venisse affrontato con serietà e non in maniera ideologica”. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, durante il programma ‘Today’ condotto da Andrea Sarubbi, in onda stasera su Tv2000 alle ore 22.35.

“Lo Stato – ha aggiunto Galantino - deve fare il suo mestiere e garantire ai singoli i propri diritti ma questo non può andare a scapito della famiglia composta da padre, madre e figli. Bisogna cercare di non fare confusione cercando di annacquare la realtà della famiglia così come la Costituzione la presenta. La famiglia non è un bene della Chiesa ma della società. E la società, quando è seria, i suoi beni li deve custodire”.

Il segretario generale della Cei ha poi affrontato anche il tema dei migranti. “Capirei la paura delle persone. Io stesso non mi sento protetto da una politica chiara, certo la realtà è complessa ma le risposte che si stanno dando sono ugualmente confuse e spesso emotive”, ha detto Galantino commentando la gestione dei profughi da parte dell’Europa.

“Abbiamo bisogno di gente più seria nella politica – ha aggiunto - di gente che questi problemi non li tratti come emergenze ma come un fatto che caratterizza la nostra convivenza e realtà non solo europea. Ci vuole gente che ci metta la testa e che sia meno attenta alle beghe di cortile”.

“Le frontiere – ha concluso Galantino - non le chiuderei nella misura in cui queste venissero veramente rispettate. Quando le persone entrano in un Paese si deve capire chi sono realmente, cosa vogliono fare e dove devono andare. Non si possono aprire le frontiere e far entrare la gente comunque perché sarebbe un tradimento e un’illusione anche per loro. Quindi se è negativo ritrattare Schengen, non è neanche positivo far finta che non esista la complessità di questa realtà”.
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