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Londra
Prima donna vescovo, strappo anglicano
Andrea Galli
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La Chiesa madre della comunione anglicana, la Chiesa d'Inghilterra, ha nominato ieri il suo primo vescovo donna. Si tratta dell’esito di un processo in fondo già segnato, da quando nel 1994 anni fa fu ordinata la prima donna sacerdote, ma che a dispetto delle previsioni ha impiegato 20 anni per concretizzarsi.
 
Le resistenze sono state infatti forti, diversi i sinodi in cui la proposta è stata respinta, negli ultimi anni a motivo della contrarietà dei rappresentanti dei laicato anglicano. Solo con l’arrivo del nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, la situazione si è sbloccata in senso “aperturista”. Il passo è storico per il ruolo della Chiesa d’Inghilterra all’interno dell’orbe anglicano e anche per l’entità dello “strappo” che rappresenta: strappo nei confronti della tradizione apostolica e della storia plurisecolare della stessa Chiesa d’Inghilterra, che complica il dialogo ecumenico soprattutto con la Chiesa cattolica e le Chiese orientali. Il nuovo vescovo si chiama Libby Lane, ed è stata assegnata nella sede di Stockport.

Madre di due figli, 48 anni, Lane ha studiato all'università di Oxford prima di entrare nel seminario di Cranmer Hall, a Durham, ed è sposata con un altro sacerdote anglicano: i due sono stati ordinati insieme. Viva soddisfazione per la sua nomina è stata espressa anche dal premier inglese David Cameron, che da sempre ha caldeggiato questa svolta nel mondo anglicano. L’annuncio è stato dato ufficialmente da Downing Street, dopo l’approvazione della regina. Libby Lane sarà consacrata il prossimo 26 gennaio nella Cattedrale di York.
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