Passa a livello superiore
Accesso
Chiesa
 
Il cardinale Bassetti: non doni ma solidarietà
Giacomo Gambassi
  • facebook
  • twitter
  • google +
  • segnala ad un amico
    mail
  • font
  • stampa quest'articolo
    print
Non regali, ma un sostegno concreto alle famiglie piegate dalla crisi economica. Il neo cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, aveva dato indicazioni precise a chi gli ventilava un pensiero per festeggiare la berretta ricevuta da papa Francesco nel Concistoro pubblico dello scorso 22 febbraio: contribuire al Fondo di solidarietà promosso dalla Conferenza episcopale umbra per tendere la mano a chi è nel bisogno.

Così è accaduto che, in occasione dell'ingresso di Bassetti nel Collegio cardinalizio, gruppi di parrocchiani, comunità religiose e associazioni abbiano devoluto al progetto regionale quanto aveva pensato di donare al nuovo porporato. In cinque anni sono state aiutate dal Fondo 1.990 famiglie dell’Umbria. Grazie alla generosità di singoli cittadini, comunità parrocchiali e religiose, istituzioni civili, fondazioni bancarie, aziende, l’iniziativa ha permesso di raccogliere quasi tre milioni di euro che sono stati distribuiti ai nuclei familiari che ne avevano fatto richiesta. Sessanta sono state le famiglie che hanno rinunciato all’aiuto perché la loro “emergenza economica” è rientrata: in molti casi il padre aveva trovato un lavoro dopo mesi di disoccupazione.

Per la terza domenica di Quaresima, il 23 marzo, i vescovi umbri, su proposta di Bassetti, presidente della Conferenze episcopale umbra, ripropongono in tutte le parrocchie della regione un’ulteriore raccolta di offerte per alimentare il Fondo. Con i doni ricevuti dal neo cardinale, il recente contributo della Regione Umbria, l’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che non fa mancare il suo periodico sostegno all’iniziativa, il progetto potrà proseguire per tutto il 2014 prevedendo di superare abbondantemente 3 milioni di euro.

Intanto entra nel vivo l’impegno del “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza”, la nuova struttura della Caritas di Perugia-Città della Pieve aperta nelle scorse settimane appena fuori il centro storico del capoluogo umbro. «Non meno di trenta-trentacinque persone in media al giorno vengono al nostro Centro di ascolto per chiedere di essere ascoltate ed aiutate – commenta la responsabile e vice direttore della Caritas diocesana Stella Cerasa –. Non sempre si tratta di povertà materiali, ma queste sono crescenti e investono sempre più famiglie perugine, che non riescono a sostenere, senza un aiuto, le spese domestiche che un tempo non gravavano molto sul budget familiare (utenze primarie, farmaci, materiale scolastico…)».

In quest’ultimo periodo è aumentata la richiesta anche di generi alimentari come pasta, riso, zucchero, legumi, conserve di pomodori, carne e pesce in scatola, frutta sciroppata. Proprio nel tempo di Quaresima, in preparazione alla Pasqua, la Caritas diocesana, i giovani dell’Operazione Mato Grosso, della Pastorale giovanile diocesana e di diverse comunità parrocchiali promuovo da oltre un decennio e in tutto il territorio diocesano una “Grande raccolta viveri” per le popolazioni povere delle Ande peruviane. Da quest’anno, a causa della crescente richiesta di aiuto da parte di non poche famiglie perugino-pievesi, questa raccolta viveri servirà anche a soddisfare il fabbisogno locale e questo non può non far riflettere.
© riproduzione riservata
segnala ad un amico stampa quest'articolo
Articoli in evidenza