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Il Papa: «Rinnovato impegno per la vita»
 
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​"Aiutare i nuovi schiavi a rompere le loro catene", "debellare la tratta delle persone, che è un crimine e una intollerabile vergogna". Con un accorato e convinto appello papa Francesco dopo l'Angelus di domenica 6 febbraio ha sostenuto l'azione della "Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone", che celebra la sua seconda edizione oggi, lunedì 8 febbraio, anniversario della nascita di Bakhita, la sudanese vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento, giunta schiava in Italia, diventata suora, proclamata santa nel 2000.

Nell'appello di papa Bergoglio contro una delle peggiori schiavitù del XXI secolo, quello che, dopo il traffico della droga e quello delle armi, è il business più redditizio della criminalità mondiale, c'è tutto il suo stile pragmatico che non solo denuncia ma chiede azioni concrete, che vede non solo le cifre di un fenomeno sociale, ma porta nel cuore i volti dei nuovi schiavi: "Penso in particolare - ha detto davanti alla piazza gremita di circa 40.000 persone, molte delle quali intenzionate ad andare in basilica per l'ostensione delle reliquie di padre Pio e padre Leopoldo - a tante donne e uomini, e a tanti bambini!".  

Affiancando la denuncia contro la tratta della associazione "Slaves No More" e dell'ufficio "Tratta donne e minori" dell'Unione superiore maggiori d'Italia (Usmi), la Chiesa italiana si è riunita sabato a Roma in una veglia contro la tratta, presieduta da monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della fondazione Migrantes. La veglia si è conclusa con un breve pellegrinaggio verso la porta santa della Casa della carità di via Marsala, nei pressi della stazione Termini. Le religiose dell'Usmi hanno diffuso in ogni parrocchia materiale per la denuncia e la preghiera contro la tratta.  

Occorre, affermano, "cercare di dare risposte a questa moderna forma di tratta di esseri umani, attraverso azioni concrete e coraggiose, consapevoli che il fenomeno è sempre in costante movimento e cambiamento, con un maggior numero di vittime, sempre più giovani, inesperte, analfabete e quindi facilmente ricattabili". Bisogna accogliere, spiegano, ma è fondamentale anche "denunciare sia le organizzazioni criminali con i loro ingenti guadagni e sia coloro che usano e abusano della povertà e della vulnerabilità di queste persone per farne oggetti di piacere".

Secondo un rapporto della Caritas ambrosiana, "dietro l'incremento delle donne nigeriane tra i richiedenti asilo si nasconde il racket della prostituzione" e "spesso Milano è una "tappa" transitoria di un percorso di sfruttamento prostituivo che le porta in altre città o Stati (Spagna, Inghilterra, Germania)". Mentre, "per quanto riguarda l'età (dichiarata) delle donne, il 40 per cento si colloca nella fascia dai 18 ai 23 anni". 

Alla denuncia della tratta il Papa ha affiancato la richiesta per l'Italia di "un rinnovato impegno in favore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto. La nostra società - ha rimarcato - va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia".
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Ampia la gamma di altri temi affrontata da papa Francesco all'Angelus, dalla Chiesa "pescatrice" di uomini che "non fa proselitismo" ma porta amore, al ricordo dei due grandi confessori Pio e Leopoldo, alla richiesta di una "soluzione politica" per la "amata Siria", all'applauso chiesto alla piazza per i fratelli dell'Estremo oriente che oggi festeggiano il capodanno lunare, fino alla richiesta di preghiere per "accompagnare - ha detto - il mio viaggio in Messico e anche l'incontro che avrò all'Avana con il mio caro fratello Kyrill".
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