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Nuove norme per la gestione dei beni
delle cause di canonizzazione
 
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Papa Francesco ha approvato, ad experimentum per tre anni, le nuove “Norme sull’amministrazione dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione”, abrogando quelle precedentemente approvate da San Giovanni Paolo II nel 1983.
Ne dà notizia la Radio Vaticana sottolineando che vi saranno più trasparenza, maggiore coinvolgimento di promotori e vescovi e un'attenta vigilanza sul contenimento spese


Il Rescritto - che riporta le nuove norme - ricorda che le Cause di beatificazione e canonizzazione per la loro complessità richiedono molto lavoro e comportano spese. Si intende adesso rendere ancora più trasparente, chiara e funzionale la gestione di tali beni. I promotori delle Cause e i vescovi diocesani competenti saranno maggiormente coinvolti.

Per quanto riguarda la fase romana, la Sede Apostolica, data la natura peculiare di bene pubblico delle Cause, ne sostiene i costi, a cui i promotori partecipano tramite un contributo, e vigila perché gli onorari e le spese siano contenuti e tali da non ostacolarne il proseguimento.

Contabilità regolarmente aggiornata Il promotore costituisce un fondo di beni per le spese della Causa, proveniente da offerte sia di persone fisiche sia di persone giuridiche, che viene considerato, a motivo della sua natura particolare, “fondo di Causa pia”. L’amministratore del fondo deve rispettare scrupolosamente l’intenzione degli offerenti, tenere una contabilità regolarmente aggiornata, redigere annualmente i bilanci da presentare al promotore per la dovuta approvazione, inviare al postulatore copia dei bilanci.

Interventi disciplinari in caso di abusi
Qualora il promotore intenda utilizzare anche una sola parte dei beni per scopi diversi dalla Causa dovrà ottenere l’autorizzazione della Congregazione delle Cause dei Santi. Il promotore, ricevuto il bilancio, dopo averlo approvato tempestivamente, ne invia copia all’autorità competente perla vigilanza. In caso di inadempienze o di abusi di natura amministrativo-finanziaria da parte di quanti partecipano allo svolgimento della Causa, il Dicastero interviene disciplinarmente.


Cessazione del fondo
Celebrata la beatificazione o la canonizzazione, l’amministratore del fondo rende conto dell’amministrazione complessiva dei beni per la debita approvazione. Dopo la canonizzazione la Congregazione delle Cause dei Santi, a nome della Sede Apostolica, dispone dell’eventuale rimanenza del fondo, tenendo presenti le richieste di utilizzo da parte del promotore. Adempiuto quanto prescritto, il fondo della Causa e la Postulazione cessano di esistere.

Fondo di solidarietà
Presso la Congregazione delle Cause dei Santi è costituito un “Fondo di Solidarietà” che viene alimentato con offerte libere dei promotori o di qualsiasi altra fonte. Nei casi in cui vi sia reale difficoltà a sostenere i costi di una Causa in fase romana, il promotore può chiedere un contributo alla Congregazione delle Cause dei Santi per il tramite dell’ordinario competente. Questi, prima di inviare l’eventuale richiesta, verifichi la posizione economico-finanziaria del fondo e l’impossibilità di alimentarlo con il reperimento di ulteriori sussidi. La Congregazione delle Cause dei Santi valuterà caso per caso.
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