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Viaggio in Messico
Il Papa in Chiapas, con le comunità indigene
Ilaria Solaini
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Dove sta andando Papa Francesco?
Il Chiapas è lo Stato all’estremo sud del Messico, al confine con il Guatemala ed è la porta di entrata per gli oltre 400mila centroamericani che ogni anno attraversano il Messico nel viaggio verso gli Usa, in fuga da “un altro conflitto invisibile - ha spiegato Lucia Capuzzi, inviata di Avvenire in Messico, in un’intervista al Sismografo, quello che dilania El Salvador, Honduras e Guatemala, la regione più violenta al mondo”.
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Lo Stato del Chiapas “ha un alta concentrazione indigena - ha spiegato ancora la giornalista di Avvenire -, nella diocesi di San Cristóbal, dove Francesco andrà, il 75% della popolazione è nativa. La regione è dimenticata da tempo immemorabile dal governo centrale, come dimostra la povertà feroce che colpisce più della metà degli abitanti.

Il Chiapas, però, è anche il luogo dove – grazie all’azione del defunto vescovo Samuel Ruiz, erede e successore del grande difensore dei nativi, fray Bartolomé de las Casas – la fede cattolica è riuscita ad incarnarsi nelle differenti culture indigene, tramutandosi in impegno concreto per la trasformazione. Un processo certo lento e difficile, tuttavia presente”.


Gli eventi che aspettano Papa Francesco nello Stato del Chiapas
Dopo la Messa con le comunità indigene alle 17.30 (ora italiana) il Papa sarà a un pranzo informale con alcune persone indigene a San Cristóbal de Las Casas (ore 20 italiane).
Alle 22 ore italiane Papa Francesco visiterà la cattedrale di San Cristobal de Las Casas; dopodiché alle 23.15 a Tuxtla Gutiérrez incontrerà le famiglie nello Stadio Víctor Manuel Reyna.
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Fedeli che hanno dormito fuori dal centro sportivo a San Cristobal de Las Casas in attesa di Papa Francesco (Lapresse)


I frutti della visita di Papa Francesco nel Chiapas
Sulla rotta dei migranti che da Honduras, El Salvador e Guatemala, cercano di raggiungere gli Stati Uniti, attraversando il Messico verranno costruiti due nuovi ostelli per l’accoglienza a Frontera Comalapa e a Salto de Agua.
“In questi luoghi arrivano e passano centinaia di loro, e vogliamo offrire un posto dove riposare, mangiare, lavarsi, lavare i vestiti, dormire e quindi continuare la strada. In diversi casi offriamo assistenza legale e un sostegno economico” ha spiegato monsignor Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo di San Cristóbal de Las Casas ricordando il senso di un’iniziativa di solidarietà, nell’Anno Santo della misericordia. I migranti “sono soggetti a estorsioni - ha proseguito in un’intervista alla Radio Vaticana -, rapine, stupri, inganni, sequestri e ogni tipo di abuso”, di fronte a questo “non possiamo rimanere indifferenti e la nostra pastorale dell'immigrazione ha aumentato i suoi servizi”.
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Da qui la proposta di una colletta per costruire i due nuovi ostelli, il cui ricavato verrà consegnato al Papa durante la Messa che celebrerà oggi a San Cristobal. “Il Papa non porterà a Roma queste offerte – ha aggiunto il vescovo messicano -, che presentiamo come offerta della comunità per i poveri, in questo caso per i migranti. Il Papa ha trovato molto bella l’iniziativa in questo Anno della Misericordia, perché ciò che desidera promuovere è l’essere misericordiosi, soprattutto con coloro che soffrono, come i migranti”.

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