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Digiuno e silenzio, ecco i segni del Triduo pasquale
Si celebrano la Passione e morte di Cristo, la sua discesa agli inferi e, soprattutto, la sua Risurrezione.
Riccardo Maccioni
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Il Triduo pasquale è il tempo liturgico centrale, più forte dell’Anno. Si celebrano la Passione e morte di Cristo, la sua discesa agli inferi e, soprattutto, la sua Risurrezione.
Il Triduo è iniziato con la Messa vespertina del Giovedì Santo e si conclude con l’analoga celebrazione della Domenica di Pasqua.
Il Giovedì Santo nel rito in «Coena Domini» si ricordano l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale sottolineando la novità rivoluzionaria del comandamento "nuovo" di Gesù, il comandamento dell’amore. Particolarmente significativo il gesto umile e straordinario insieme, della lavanda dei piedi, a imitazione di Gesù, così come racconta il Vangelo di Giovanni. Questo gesto quest'anno è stato compiuto dal Papa nel centro profughi di Castenuovo di Porto, fuori Roma.

Nel mondo antico lavare i piedi, che si sporcavano a causa del fango e della polvere, era un segno di ospitalità del padrone di casa, affidato agli schiavi. Lavando i piedi agli apostoli, Cristo si presenta come schiavo per amore. Al termine della Messa in "Coena Domini" non c’è congedo, ma l’assemblea si scioglie in silenzio.
Il Giovedì Santo in realtà si apre con la Messa crismale. Al mattino, in Cattedrale, il vescovo consacra il Crisma, cioè l’olio benedetto da utilizzare durante l’anno per i Sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Ordine Sacro. Nel corso della celebrazione, durante la quale i sacerdoti rinnovano le promesse fatte il giorno della loro ordinazione, vengono consacrati anche l’olio dei catecumeni da usare per il Battesimo degli adulti e l’olio per l’unzione degli infermi.
Il Venerdì Santo è giorno di digiuno e preghiera. Si contempla la Passione e morte di Gesù, con lo sguardo però già proiettato alla sua Risurrezione. Mentre si fa memoria delle sofferenze atroci di Cristo, delle offese subite, il cuore si apre alla gioia della vittoria sulla morte che dà senso all’umiliazione della croce. Durante il Venerdì Santo non si celebra la Messa, le ostie che vengono distribuite sono state infatti consacrate il giorno prima durante l’Eucaristia "in Coena Domini". Tradizionalmente inoltre nelle ore pomeridiane si celebra la Passione del Signore, che prevede tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica. Caratteristica di questo giorno è anche la partecipazione alla Via Crucis, la più nota quella al Colosseo presieduta dal Papa.
Il Sabato Santo è il giorno del silenzio e dell’attesa. È aliturgico, nel senso che non si celebra la Messa e, a differenza del Venerdì Santo, la Comunione può essere distribuita solo come viatico a chi è gravemente malato tanto da prevederne la morte. Anche se nelle chiese oscurate e dominate dal colore viola prevale il senso di lutto, questo giorno è incentrato sull’attesa dell’annuncio della Risurrezione, nella solenne Veglia notturna che introduce alla Pasqua, la «madre di tutte le veglie» secondo la definizione di sant’Agostino.
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