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Università cattolica, costruire l'Italia di domani
 
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​Il chiostro dall'alto dell'Università Cattolica di Milano.

Sarà celebrata domenica 10 aprile 2016 la 92ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema “Nell’Italia di domani io ci sarò”.

Ecco il messaggio integrale della Conferenza episcopale italiana:


La formazione delle nuove generazioni è il più importante investimento che un paese possa fare per il suo futuro. L’Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale ai nostri giorni, ha realizzato un progressivo e qualificato impegno sul versante della formazione scolastica e universitaria raggiungendo livelli tra i più elevati al mondo. È anche grazie alla crescita di competenza e professionalità che il nostro Paese ha saputo garantire alle ultime generazioni una condizione di vita contrassegnata dallo sviluppo e dal benessere. Ma da qualche anno si registrano segnali di affaticamento e stanchezza, con ritardi e fenomeni involutivi.

Preoccupano, soprattutto, le criticità sempre più marcate che emergono nell’ambito universitario e dell’alta formazione professionale con vistosi cali di iscrizioni in molti atenei e perdita di interesse da parte delle famiglie e di ampie fasce della popolazione giovanile verso la formazione come strumento di crescita personale e di acquisizione di conoscenze da spendere nel campo lavorativo. Sono molteplici le cause: dalla situazione di perdurante crisi economica che ha ridotto gli investimenti allo scoraggiamento derivante dall’aumentata disoccupazione che colpisce anche chi ha investito molto nella formazione universitaria fino a un certo scadimento dell’offerta formativa che non sembra più in grado di attrarre e interessare le nuove generazioni.
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La Chiesa italiana guarda con preoccupazione a questo momento di difficoltà del Paese e sente l’urgenza di farsi vicina ai giovani per aiutarli a non perdere la speranza e ad investire le loro energie in percorsi di autentica crescita umana, spirituale, culturale e professionale. La formazione è la via maestra per garantire loro una ricca crescita personale, per renderli protagonisti del futuro e capaci di contribuire al bene del Paese. A loro si è rivolto con parole forti e impegnative Papa Francesco in occasione del Discorso tenuto al Convegno Ecclesiale Nazionale: «Vi chiedo di essere costruttori dell’Italia, di mettervi al lavoro per una Italia migliore. Per favore, non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico» (Firenze, 10 novembre 2015).

Il Papa sa, ma lo sanno anche i vescovi, le famiglie e le persone più attente e sensibili, che i nostri giovani sono generosi e che non si tirano indietro di fronte alle sfide e ai cambiamenti. Hanno bisogno però di essere sostenuti e incoraggiati, di sentire l’affetto e la vicinanza di tutti coloro che credono e hanno fiducia in loro. La comunità ecclesiale con le sue istituzioni formative ha una grande responsabilità verso le nuove generazioni ed è chiamata a declinare la crescita umana con una visione integrale della persona alla luce dei valori cristiani e dell’esperienza di fede che scaturisce dall’incontro con Cristo. Un incontro che non lascia indifferenti e che fa diventare operose le mani dei giovani, proiettate verso Dio e verso il prossimo. «Le mani della vostra fede si alzino verso il cielo - li esortava ancora Papa Francesco -, ma lo facciano mentre edificano una città costruita su rapporti in cui l’amore di Dio è il fondamento. E così sarete liberi di accettare le sfide dell’oggi, di vivere i cambiamenti e le trasformazioni» (Ibidem).

Per affrontare le sfide e vivere i cambiamenti, generazioni e generazioni di giovani sono state aiutate nel nostro Paese dall’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha offerto loro una solida formazione illuminata da uno sguardo di fede e corroborata dall’amore di Dio. Coerente con la sua storia e con la sua missione, ma anche capace di innovazione e di rinnovamento, questa insigne istituzione accademica dei Cattolici italiani è chiamata a farsi sempre più interprete delle domande dei giovani e a dare risposte concrete affinché possano essere artefici di un futuro che realizzi il bene del Paese e nello stesso tempo promuova condizioni di giustizia e di pace per tutti i popoli.

Il tema della 92ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore “Nell’Italia di domani io ci sarò” che si celebra Domenica 10 aprile 2016 in tutte le comunità ecclesiali del Paese, vuole esprimere il diretto impegno dei giovani per il loro e il nostro futuro, ma anche la ferma volontà della comunità ecclesiale di continuare a sostenere con l’affetto, la preghiera e aiuti concreti, un centro di eccellenza formativa a livello nazionale e internazionale. Con le sue dodici Facoltà, i Centri di Ateneo, le Alte scuole e una vasta offerta di corsi post-laurea altamente qualificati l’Università Cattolica del Sacro Cuore costituisce, in continuità con l’intuizione di Padre Agostino Gemelli e dei fondatori, un ambiente accogliente e familiare dove la comunità dei docenti e degli studenti perseguono l’obiettivo di una educazione in cui la fede dialoga con le scienze e con i diversi ambiti del sapere per generare quel nuovo umanesimo che ha in Cristo il suo centro e nel servizio agli altri, e ai più bisognosi in particolare, la sua più alta espressione culturale e sociale.

I giovani ci sono e vogliono fare la loro parte, ce lo conferma anche il costante monitoraggio condotto con il Rapporto Giovani curato dall’Istituto Toniolo assieme all’Università Cattolica. Le nuove generazioni sono desiderose di contribuire, con la loro creatività e il loro entusiasmo, al futuro del Paese. Anche l’Università Cattolica c’è e si pone con rinnovato impegno al loro fianco. Ci conforta vedere che i giovani continuano a trovare, assieme alle loro famiglie, un punto di riferimento valido scientificamente e affidabile dal punto di vista educativo nell’Ateneo dei Cattolici Italiani. Anche le comunità ecclesiali devono esserci, a fianco dei giovani e dell’Università Cattolica, rinnovando e possibilmente rafforzando, con modalità adeguate alle esigenze del nostro tempo, quel rapporto di reciproca stima e sostegno che fin dai suoi inizi lega l’Ateneo ai cattolici italiani.

Nell’anno in cui viviamo il Giubileo straordinario della Misericordia ci auguriamo che sempre più giovani possano trovare nell’Università dedicata al Sacro Cuore di Gesù un luogo per fare esperienza di quell’amore operoso che ha nella carità intellettuale e nella formazione finalizzata alla costruzione del bene comune e al servizio dei più bisognosi le principali ragioni del suo esistere e della sua missione.

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