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Il progetto dei ragazzi di Bergamo
A Cracovia una Casa per gli italiani
Matteo Liut
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​Gli studenti dell'Accademia della grafica del Patronato San Vincenzo, Bergamo

Inaspettatamente, dietro a un portone su via Bernardynska, alle pendici del colle sul quale sorge il castello del Wawel, simbolo di Cracovia, trovi un pezzo d’Italia. O meglio, i giovani pellegrini della Gmg lo troveranno, perché lì, a pochi passi dalla Chiesa di San Bernardino e dalla Pontificia Università Giovanni Paolo II, durante la Giornata mondiale della gioventù a luglio ci sarà «Casa Italia».

Quest’anno questo punto di riferimento per i giovani italiani vedrà una novità: a preparare gli spazi per gli italiani sarà un gruppo di 13 ragazzi e tre insegnanti dell’Accademia della grafica del Patronato San Vincenzo di Bergamo. A loro toccherà dare forma a «Casa Italia», che nell’intenzione dei responsabili del Servizio nazionale per la pastorale giovanile dovrà essere «un posto familiare dove ritrovarsi, un riferimento per chi si sente perso, un luogo dove circolano informazioni, si ritirano materiali, ci si ristora e si fa festa». Insomma sarà un vero «luogo di relazioni».

A raccontare come i giovani bergamaschi hanno intenzione di realizzare questo spazio è Herbert Bussini, docente dell’Accademia della grafica: «Nei lavori prodotti durante i corsi – racconta – spesso la grafica si mescola con l’arte e con il design». Da qui è nata la proposta e l’idea di fare qualcosa che non era mai stato fatto prima per la Gmg, cioè un progetto per l’allestimento di «Casa Italia». «Mi è sembrata un’ottima sfida per i ragazzi dell’Accademia – prosegue Bussini –. Perciò ci siamo messi all’opera per formare un gruppo di lavoro composto da me, da due altri insegnanti, supportati dai docenti del corso grafici».


È toccato quindi a don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, presentare ai ragazzi di seconda e di terza il significato della proposta. «Abbiamo chiesto agli allievi interessati di scrivere una lettera motivazionale – racconta ancora Bussini –, spiegando perché volevano partecipare e che cosa intendevano mettere in gioco». Su 22 proposte arrivate, quindi, i docenti ne hanno selezionate 13.
Gli incontri, iniziati a novembre, si svolgono solitamente il mercoledì pomeriggio in orario extra scolastico: ai giovani che vi partecipano, quindi, è richiesto un impegno ulteriore a quello scolastico. Ma questo carico di lavoro non ha spaventato nessuno. «Per il primo mese e mezzo abbiamo lavorato costantemente insieme e individuato un tema che potesse guidarci nei lavori», aggiunge il docente che guida il gruppo. E alla fine tutto ha cominciato a ruotare attorno a una sola parola chiave: «inaspettatamente», dalla quale è nato anche un logo.


Nel frattempo si è aperta una pagina Facebook dedicata ai lavori in corso (si trova su www.facebook.com/casaitaliagmg2016). Al social network il gruppo ha affidato la spiegazione dell’idea di fondo: «"Inaspettatamente", come quando scopri che dietro a un luogo comune, uno stereotipo, c’è in realtà una sorpresa – si legge in un post –; come quando scopri che dietro a una bandiera, i suoi colori, c’è in realtà un mondo. "Inaspettatamente" come quando scopri che dietro a un volto, una stretta di mano, c’è in realtà una storia; come quando scopri che dietro a una porta c’è qualcuno pronto ad accoglierti». L’intenzione è quella di raccontare «il nostro Paese nei suoi aspetti più nascosti, ben oltre le solite immagini da cartolina.
Dopo una prima fase di progettazione il lavoro è passato alla realizzazione con la preparazione dell’allestimento per le facciate dell’edificio, la segnaletica, alcuni muri, la tromba delle scale, la sala da pranzo. L’allestimento vero e proprio avrà luogo a Cracovia nelle prime settimane di luglio. «In quei giorni – conclude Bussini – cercheremo di fare casa in quella che sarà casa per molti giovani italiani nei giorni successivi».

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